Non si può cancellare ciò che è Stato.


NOI DOBBIAMO COMBATTERE CONTRO TUTTO QUESTO

Quando ascolto queste risate provo rabbia per chi combatte e per chi combattendo é stato vittima della mafia.

Penso a quegli appunti scritti a mano da Falcone. “Cinà in buoni rapporti con Berlusconi.

Berlusconi dà 20 milioni ai Grado e anche a Vittorio Mangano”. Mi sento come se avessi in bocca un sasso.

29 anni fa l’eccidio di Capaci in cui persero la vita Giovanni e Francesca e gli uomini della scorta Rocco, Antonio, Vito.

Francesca in particolare va ricordata non perché moglie di Falcone, e purtroppo morta insieme a lui, ma perché forza competente, fresca e attiva nel lavoro di contrasto alla Mafia. Ha lavorato con il pool per la predisposizione del mandato di cattura di Buscetta, ha collaborato nella stesura dei documenti e ordinanze per il maxi processo, oltre che nella stesura di relazioni per i convegni a cui partecipava Falcone.

Francesca e Giovanni hanno sacrificato la propria esistenza in nome dei più alti ideali di giustizia.

La differenza sostanziale tra chi è morto per mano della mafia mentre la combatteva e chi ride delle “bombe affettuose della mafia” non può lasciarci indifferenti.

Nell’anno dell’intercettazione nel video “lo stalliere di Arcore” Mangano era ancora detenuto e non era il mandante dell’intimidazione. Dell’Utri lo scopre il giorno dopo, incontrando il mafioso di cosa nostra, Cinà, a Milano.

Nessuna indicazione fu offerta dal Cavaliere agli investigatori, anzi, si decise di non denunciare direttamente quell’attentato. (Come 10 anni prima, denunciò soltanto l’intestatario formale della villa, in modo da non ricondurre l’attentato a Berlusconi).

Il mafioso Vittorio Mangano fu assunto ad Arcore, ancora nel ’76.

Marcello Dell’Utri, fu condannato perché portava a Cosa Nostra le buste di denaro, ogni sei mesi, dal 1974 al 1992.

Questi sono fatti comprovati e accertati in tutti i gradi di giudizio, ma per lo più ignorati.

“Forza Italia è frutto della trattativa stato mafia dopo le stragi del ’92”.

Nonostante tutto ci sono persone che ripongono ancora fiducia in Berlusconi.

Non si può cancellare ciò che è Stato.

Noi dobbiamo combattere contro tutto questo.

Stefania Mammí ·