Non sfasciate tutto con scissioni!

Il MoVimento è la nostra casa, la nostra famiglia. Non permettiamo ad una faida di distruggerlo. Beppe Grillo l’ha creato, lui c’è sempre nei momenti difficili, lo guida. Come un vero capo, se lo carica in spalla. Quando c’era da scegliere tra Grillo e Favia, scelsi Grillo. Tra Pizzarotti e Grillo scelsi Grillo. Tra Di Battista e Grillo, sempre Grillo. Beppe è la mia àncora nella tempesta. Lo spiraglio che mi aprì gli occhi. Mi fido di lui.

Qualcuno stupidamente lo racconta “visionario” come un cantastorie che ha visto in sogno Metropolis di Fritz Lang. Beppe ha fiuto, sa ascoltare il popolo, le sue pulsioni, le sue paure. Non recita a soggetto la parte dell’indignato come certi guerrieri di latta. Ha capito che in occidente il sovranismo per quanto ancora forte, sta perdendo la sua spinta propulsiva e ha impresso al moVimento una svolta europeista ed ecologista.

Vede uno spazio politico enorme tra i verdi e ha colto l’occasione della vita del nuovo piano Marshal per strutturare M5S. Per rendere organico il Reddito di Cittadinanza. Immaginate la misura più bistrattata dai media, odiata dai sindacati e partiti, improvvisamente essere inquadrata in una legge organica sugli ammortizzatori sociali dal non plus ultra dell’establishment capo di Governo, votata da tutti i partiti dell’arco Costituzionale.

Un brutto anatroccolo che diventa cigno, destinato a durare decenni, una traccia del nostro passaggio ai posteri. Sembra un’illusione, una “visione”, ma questo è stato offerto a Beppe in quella telefonata con Draghi! Dammi una mano a far partire il Governo e ti aiuto ad inquadrare il Reddito. Perché non dovremmo credergli? Il Reddito di Cittadinanza l’ha inventato Friedman, il caposcuola del pensiero monetarista, dal quale deriva il suo. Perché non dovremmo vedere le carte? Vale molto di più di 4 ministri.

E il quinto ministro, che sul Fatto viene etichettato come un renziano per la disperazione di Travaglio che ha consacrato la sua carriera all’antiberlusconismo… è NOSTRO! Cosa cazzo importa se è andato alla Leopolda? Si faceva promozione, come tanti, è andato anche a Vedrò di Letta, al SUM di Casaleggio. E’ Casaleggiano allora? Casaleggio è renziano? Dai, che cazzate mi tocca leggere! L’ha indicato Grillo a Draghi, capitelo!

E’ lui che ha ispirato la campagna di Beppe sulle smart cities, sulla transizione ecologica. E’ nostro! Un ministero “piccolo” ma DE CHE! 1) non si può accorpare in cinque minuti. Le fusioni si fanno spostando centinaia di dipendenti da un reparto all’altro e vedrete a breve come crescerà il ministero dell’ambiente… 2) solamente con le deleghe che ha già ricevuto, gestirà e indirizzerà la bellezza di 67 miliardi. La cifra più grande e centrale di tutto il recovery plan per l’Italia.
Considero questo importante passo di Beppe, una svolta grande per M5S. Non è più quello del 2013. Ma lo sapevamo già dal 2018. Se tu lasci a Di Maio la candidatura unica a capo, praticamente acclamandolo, e quello imposta la campagna con “faremo un appello a chi ci sta” io capisco solo una cosa: ti allei con CHIUNQUE! E così ha fatto. Questa era la premessa bagnata da 11 milioni di voti.

Quell’ultima sera di campagna l’ha ripetuto davanti a tutti, Grillo, Di Battista, Lezzi, sostenitori, elettori, tutti sapevano di dover stare “con chi ci sta”. Tutti sapevano che saremmo inevitabilmente cambiati imboccando quella strada. Si parla ancora di complotti, congiure, ma Renzi ha perso tutto il giorno in cui sfiduciato Conte.
Voleva fare Macron, ma quell’area politica, se non ve ne foste ancora accorti, l’ha occupata Conte.
M5S di oggi vede in lui il suo leader naturale. Che senso ha rompere M5S ora? C’è una voglia di movimentismo, di ripartire, da dove avevamo iniziato, dai comuni, dalle reti di meetup, fai un accordo di desistenza con il fondatore per riconquistare il simbolo e portarlo intero a casa.

Servirà tempo per riorganizzare la rete sul territorio, l’aiuto anche di chi sta ancora in Parlamento, ma non sfasciare tutto con scissioni!

Stefano Ragusa