Non riescono a stare lontano dai “padrini”

Niente. Non ce la fanno proprio. Non riescono a stare lontano dai “padrini”. I padrini veri, quelli che fanno le riunioni in consessi che vengono chiamati “cupole”. O, quanto meno, non riescono a fare proposte, a chiedere cose, che non siano esattamente sovrapponibili, od organiche, agli interessi di quelli là, i “padrini”.

Lo fanno e l’hanno fatto con la giustizia. Indimenticabile l’attacco al 41 bis ed al 416 bis, sferrato non appena il buon Cavaliere del Lavoro Berlusconi ebbe il potere di farlo. Ciò che non si capisce è: cosa dovranno mai fare più di quello che fanno, perché gli “itagliani” lo capiscano?

Qualche tempo fa, in tempi non sospetti, scrissi che il Recovery Plan avrebbe costituito un’occasione ghiottissima, in assenza di Conte e dei “Conte Boys” (capito quale era l’incompetenza?), per riproporre gli articoli 1, 2 e 3 del “manuale del buon mafioso e dell’ottimo ladro”: grandi opere, gare d’appalto al massimo ribasso e, parte più importante, liberalizzazione totale dei sub-appalti. Sono stato facile profeta. Grandi opere, quindi concentrazione dei lavori in mano alle grandi imprese. Concentrazione degli utili per le grandi imprese. Nessuna parcellizzazione virtuosa, nessuna distribuzione per le piccole imprese, come invece accade con il “Superbonus 110%”. Il cocktail diventa esplosivo, poi, unendo grandi opere, gare d’appalto al massimo ribasso ad un far west dei sub-appalti.

Massimo ribasso insieme a sub-appalto libero, vuol dire: guadagno certo e grande per le imprese che distribuiranno i lavori ai sub-appaltatori, sulla base di sconti del 20% minimo (che si uniranno a ribassi assurdi). I sub-appaltatori saranno costretti a risparmiare sugli oneri della sicurezza dei lavoratori. Qualità delle opere inesistente, direttori dei lavori sobornati. Irpinia docet. Ci sarà una sicura e facile penetrazione delle imprese in odore di mafia, soprattutto quelle che lavorano per riciclare denaro sporco e che, quindi, possono fottersene dei prezzi di capitolato. L’eliminazione o modifica dell’attuale codice degli appalti, renderà possibile, faciliterà il riciclaggio di denaro sporco o riveniente dal narcotraffico. Le opere dureranno 5 volte il tempo pronosticato. E vai! Dirà qualcuno. Abbiamo un’altra mangiatoia.

Chi è che propone tutto questo? Forza Italia, sempre loro, per bocca della regina e portatrice sana di plastificazione, Annamaria Bernini. Rassegniamoci, le speranze sono morte con il Conte due. Attendo commenti dai simil-giornalisti slinguazzanti. Magari Giannini dirà che siamo di fronte ad un cambio di passo e poi, forse, in privato, si vergognerà. O forse no.

Giancarlo Selmi