Non ingerire nella crisi venezuelana

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di Pino Cabras:

Nel 2017 Matteo Renzi, nel suo indispensabile libro “Avanti. Perché l’Italia non si ferma”, scrisse alcune sagge parole sulla guerra in Libia tanto voluta dal suo PD.
Leggiamole:
“L’intervento in Libia si è rivelato un dramma totale. Del quale dovrebbero scusarsi in tanti, a cominciare da Cameron e Sarkozy. Le foto dei due leader accerchiati dalla popolazione festante di Bengasi hanno avuto grande risonanza mediatica nei loro paesi, ma non hanno certo aiutato la composizione di un puzzle tribale difficilissimo. Forse anche in Italia è mancato un giudizio critico, e autocritico, sull’atteggiamento del paese e del governo in quel delicato passaggio. Nessuno tra gli autorevolissimi protagonisti istituzionali di quella scelta – a differenza di Obama – ha mai avvertito l’esigenza di una sana autocritica. Stiamo ancora pagando le conseguenze di quella scelta del 2011 in termini di ridimensionamento del nostro ruolo nel Mediterraneo, ma soprattutto di afflusso impressionante di migranti.”

Notare la critica a non meglio precisati “autorevolissimi protagonisti istituzionali di quella scelta”. Tex Willer direbbe: “La mia testa contro un cent bucato che stava parlando di Napolitano”. E lo invitava all’autocritica.
Molto bene, concordo: i presidenti della Repubblica non devono forzare la mano per portare i governi a ingerirsi nella vita di un altro Stato e contribuire al caos.
E’ lo stesso Renzi che adesso twitta, parlando del Venezuela:
“Penso che verrà presto il giorno in cui Conte, Moavero, Salvini e Di Maio si vergogneranno per essere stati dalla parte sbagliata della storia. Io sto con i nostri connazionali, contro la dittatura e per la libertà.”

Ecco, a differenza di questo campione della perseveranza nell’errore e del “senno di poi”, noi preferiamo avere il “senno di prima”. E così come nel momento appropriato ritenevamo una follia l’avventurismo militare in Libia e contro i nostri interessi metterci nelle mani dei guerrafondai, allo stesso modo è il momento appropriato – ora, non poi! – per non ingerirci nella crisi venezuelana e ritengo un errore capitale metterci nelle mani del plenipotenziario USA Elliot Abrams, uno che ha organizzato squadroni della morte, colpi di Stato, sostegno a dittatori genocidi in mezza America Latina

Non ingerire nella crisi venezuelana
Non ingerire nella crisi venezuelana

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