Non c’è ripresa senza cultura: il nostro lavoro nel decreto Rilancio

Non c’è ripresa senza cultura: il nostro lavoro nel decreto Rilancio

Con il decreto Rilancio approvato dalla Camera dei deputati e ora al vaglio del Senato prende concretezza anche il grande lavoro che abbiamo portato avanti in queste settimane per il mondo della cultura, potenziando e arricchendo il testo del Governo. Purtroppo lo sappiamo bene: il comparto culturale e creativo è stato tra quelli più colpiti dall’emergenza e che più di altri risente oggi non solo delle conseguenze del lockdown, ma anche delle misure di sicurezza attualmente in vigore. Pensiamo al teatro, alla filiera musicale e dell’editoria, a tutti gli spettacoli dal vivo, al cinema…

Per questo, dopo aver dato a questi settori un po’ di respiro nei precedenti provvedimenti, ora, con il decreto Rilancio, immettiamo nuove, importanti risorse e investiamo nel lungo periodo. Già nel testo base del provvedimento avevamo istituito un Fondo da 210 milioni per sostenere il mondo del libro e dell’editoria, i musei non statali e tutti quegli spettacoli, congressi e grandi eventi annullati a causa dell’emergenza sanitaria.

Avevamo inoltre aumentato da 130 a 245 milioni le risorse dei fondi già introdotti con il decreto “Cura Italia” per l’industria del cinema e dello spettacolo, e stanziato 100 milioni per i musei statali, colpiti dalle mancate entrate. Altri 100 milioni li avevamo destinati al nuovo Fondo Cultura per investimenti, aperti anche alla partecipazione di privati, sul patrimonio culturale.

Ma la fase emendativa in Parlamento ci ha permesso di fare ulteriori passi in avanti, non solo per gli attori del comparto ma anche per i fruitori, in particolare i giovani e le famiglie più in difficoltà economica: siamo infatti convinti che nessuno stanziamento, anche quello più corposo, possa dispiegare i suoi effetti positivi nel tempo, se non accompagnato da politiche serie che promuovano la cultura e, soprattutto, la rendano accessibili a tutti.

Ecco perché, con un nostro emendamento, abbiamo aumentato di 15 milioni il fondo per finanziare la Card Cultura, lo strumento elettronico nato mesi fa con la legge sulla lettura, che ora potrà raggiungere 160mila famiglie in difficoltà economica e con figli a carico: servirà ad acquistare libri, biglietti per teatri, musei e altri eventi culturali.

Tra i nostri obiettivi c’è infatti quello di inaugurare una stagione di contrasto alla povertà educativa, stimolando i più giovani ad avvicinarsi al mondo della cultura. In quest’ottica abbiamo anche introdotto nel decreto Rilancio un contributo di 200 euro una tantum per le famiglie con Isee sotto i 30mila euro, da spendere in lezioni di musica per i figli under 16. Contemporaneamente, diamo un segnale di fiducia alla filiera culturale, stimolando una ripresa del flusso economico.

Non abbiamo trascurato di affrontare il problema degli innumerevoli concerti e spettacoli annullati a causa dell’emergenza: un danno importante non solo per chi doveva esibirsi o lavorava “dietro le quinte”, ma anche per chi ha acquistato i biglietti e non ha potuto goderne. Con un emendamento, già approvato alla Camera, garantiamo il diritto al rimborso a tutti i cittadini per gli eventi che sono definitivamente saltati: per quelli riprogrammati continuerà ad esistere il voucher, ma con una validità fino a 18 mesi. Superato questo termine, se l’evento dovesse essere cancellato scatterà comunque il rimborso.

Infine una buona notizia per i lavoratori intermittenti dello spettacolo: dopo che il Governo ha esteso la platea dei lavoratori intermittenti dello spettacolo che hanno diritto a ricevere il bonus da 600 euro, con un emendamento allarghiamo ulteriormente le maglie per accedere al beneficio. Spetterà a tutti i lavoratori intermittenti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, che non beneficino di integrazione salariale e che abbiano, come requisiti, 30 giorni di contributi versati tra il 2019 e il 2020 e un reddito non superiore ai 50mila euro, oppure almeno 7 giorni di contributi versati e un reddito non superiore ai 35mila euro.

Oltre a generare sviluppo e progresso sociale, il sistema culturale e creativo è uno dei motori trainanti dell’economia italiana e ciò che ci rende unici, apprezzati, ricercati in tutto il mondo. Merita da parte dello Stato tutta l’attenzione e il sostegno possibile: facciamone un pilastro essenziale per il rilancio del Paese.