Noi governiamo, anche con gli altri, pur di trasformare il Paese.

Oggi molte persone del Movimento soffrono all’idea di sostenere un Governo con Forza Italia.
Lo capisco profondamente perché ognuno di noi ha un partito che proprio non digerisce.
Io ho vissuto questo passaggio con Salvini ministro degli Interni.

È stato un anno dove soffrivo ogni volta che passavo sotto quei banchi, dove lui sedeva, a dire sì a una fiducia.
Non era una cosa personale, figuriamoci ma, dando fiducia a tutto ciò che rappresentava in quel ruolo di ministro degli Interni, sentivo di rinnegare tutta la mia vita, le mie idee, tutti i discorsi fatti intorno a un tavolino parlando di politica dai 16 anni in poi, tutte le mie manifestazioni.

A proposito di quesiti su Rousseau, quello sulla Diciotti l’avevo trovato molto discutibile: pensavo che in quel momento si stessero rinnegando tutti i nostri princìpi e che non ci saremmo mai più ripresi.
Ma il nostro popolo aveva scelto così, non perché ingannati da una domanda posta male ma perché evidentemente era quello che pensava. E lo abbiamo accettato; con sofferenza ma lo abbiamo fatto.
Nel frattempo però arrivavano i risultati ottenuti da quel governo: il Reddito di Cittadinanza, il Decreto Dignità, la legge Anticorruzione.

E pian piano ho realizzato che il nostro percorso individuale non può confliggere con un bene più alto.
Non era per gli altri che lottavo quando prendevo una pubblica posizione polemica ma era per me.
Per non sentirmi attaccato per il mio passato, per marcare delle differenze che servivano però solamente a me, non al Movimento.
Quindi chiedo a tutte e a tutti, senza polemica, ma facendo tesoro di un’esperienza personale, chi avete di fronte quando prendete determinate posizioni?

La sacrosanta e comprensibile tutela di voi stessi, del passato e del presente, o quel bene superiore che siamo chiamati tutti a perseguire sempre?

In tre anni ognuno di noi ha dovuto superare queste resistenze, chi con la Lega, chi col Pd, oggi con Forza Italia.
I tre anni passati ci insegnano però che dall’esperienza del Conte I, dalla Lega abbiamo ereditato dei decreti Sicurezza che sono stati superati e migliorati: sono rimaste le (poche) cose che anche il Movimento condivideva. Null’altro.
Del Conte II, ereditiamo un’azione fatta sempre in accordo con Pd e Leu, in cui il Movimento è stato protagonista e non ha ceduto nulla delle sue battaglie, tutt’altro.

Gli altri si trasformano pur di governare il Paese; noi governiamo, anche con gli altri, pur di trasformare il Paese.

Riccardo Ricciardi