Né utili idioti né fessi.

Né utili idioti né fessi.

Caro Marco Travaglio,
convengo sul non essere utili idioti ma aggiungo che non si deve essere neppure fessi. E invito tutti a riflettere che il M5S, con quasi 300 parlamentari, non dovrebbe prendere ordini e cerco di spiegare a lei e ai cittadini che ci leggono il perché.

Inizio ricordando che i trattati intergovernativi come il MES o come è quello del Fiscal compact sono sempre stati affrontati con superficialità. Quando gli effetti nefasti sono poi ricaduti sulla pelle delle persone, i media si sono risvegliati dal torpore e si sono adoperati a pubblicare nomi, cognomi e foto di quei politici che avevano schiacciato il bottone senza leggere i provvedimenti e senza aver usato la responsabilità che è dovuta nei confronti degli elettori.
Veniamo a noi e a questo benedetto MES. Il Parlamento ha due prerogative da esercitare in merito ai trattati intergovernativi. La prima è l’atto di indirizzo ovvero la risoluzione con la quale approva un impegno in cui traccia la linea che il Governo deve seguire nel negoziato. La seconda è il disegno di legge di ratifica che rende pienamente operativo il trattato intergovernativo.

In questi due anni e mezzo, due diverse maggioranze hanno impegnato il governo a procedere nelle riforme richieste dall’Europa seguendo la c.d. logica di pacchetto. Questo significa che, a fronte della modifica del MES, ci sarebbe dovuta essere anche l’introduzione di altri meccanismi come, ad esempio, l’Edis. L’Edis sarà un fondo di garanzia per i depositi bancari. Ricordo a me stessa i disastri bancari che, in barba alla tutela del risparmio sancita dalla nostra Costituzione, sono ricaduti su migliaia di nostri concittadini colpevoli solo di essersi affidati ad una banca piuttosto che a un’altra.

Cosa fa Gualtieri pochi giorni fa? In totale spregio del Parlamento approva in Europa la modifica del MES pur senza avanzamenti dell’Edis.
È stato naturale per il M5S insorgere di fronte al ministro a cui dà la fiducia che tradisce con spocchia la maggioranza relativa che lo sostiene. Ci mancherebbe altro!
Ora si tratta di formulare una risoluzione per il Presidente Conte che è chiamato in Europa a dare il via libera alla riforma del MES.
Ho trascorso due intere giornate insieme ad altri 60 parlamentari per mediare le posizioni, per trovare un punto di caduta e per fare in modo di non essere ricordati come coloro che hanno peggiorato uno strumento già pessimo senza aver avuto nulla in cambio a tutela dei cittadini. Grazie a questo lavoro è venuta fuori una risoluzione che non è quella ideale ma, almeno, rivendica il ruolo del Parlamento in sede di ratifica e avverte che non sarà disposto al voto finale se non ci sarà l’avanzamento significativo del resto del pacchetto di riforme (Edis prima di tutto).

A tal proposito, superando sterili distinguo, posizioni tese solo a provocare o azioni esterne di chi esalta Conte in pubblico ma mira ad affossarlo, ringrazio tutti i colleghi per questo impegno sentito e aperto di questi due giorni.

Tutto a posto? No. Il testo dovrà essere ulteriormente mediato con il resto delle forze di maggioranza. Ma lei potrà darmi della Bertinotti, dell’utile idiota così come altri suoi colleghi potrà insultarmi e denigrarmi ma, dopo la fuga in avanti del Ministro Gualtieri, il Partito Democratico non potrà porre veti o distinguo. La mia linea rossa è questa e non posso cambiarla. È questione di coscienza tanto gli articoli si costruiscono secondo delle esigenze da seguire ed è così che si passa dall’esser poltronari e incoerenti o scappati di casa a frondisti irresponsabili. Meglio fare la cosa giusta.

N.B. Dissento con fermezza dalla ricostruzione “sull’ottimo” Prodi. Troppo scarna, troppo parziale. Ce ne sarebbero da dire su Prodi ma io le ho già dette.

Barbara Lezzi