‘NDRANGHETA IN VENETO

Due pentiti di spicco.
Due nuove gole profonde.
Due nuovi collaboratori di giustizia che sono considerati dalla Dda di Venezia tra i capi della cellula veronese della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, quella che aveva messo le mani pure sugli appalti della municipalizzata del Comune scaligero, l’Amia, e gestiva un traffico di rifiuti.
Si tratta di un calabrese e di un veneto.
Uno, Domenico Mercurio, 51enne di Isola Capo Rizzuto, nell’ambito dell’associazione mafiosa veronese avrebbe avuto il compito di reimpiegare i capitali illeciti.
L’altro, il 56enne veronese Nicola Toffanin, detto “l’avvocato” perché aveva il compito di avvicinare i colletti bianchi, compresi i vertici dell’Amia, sostiene che, proprio per la sua non calabresità, gli era stato imposto il “ruolo di ibrido” che gli consentisse di rimanere in una sorta di “mondo di mezzo” senza svelare la propria contiguità alle cosche.
Potrebbero rivelare molto sugli affari della ‘ndrangheta in Veneto.
Vedremo.
https://www.quotidianodelsud.it/…/esclusivo-ndrangheta…/

Stefania Ascari