MPS: 60 milioni di crediti nei confronti delle Persone Politicamente Esposte.

In un momento in cui troppi italiani non riescono ad ottenere un prestito dalle banche e molti, ahimè, affidano la loro disperazione a strozzini senza scrupoli, è bene rammentare un fatto tornato agli onori della cronaca (in microscopici trafiletti si intende) ieri pomeriggio. Monte dei Paschi di Siena, una delle banche più antiche al mondo, vanta 60 milioni di crediti nei confronti delle PEP. Sapete chi sono le PEP? Sono le Persone Politicamente Esposte. Personalità politiche che hanno, o hanno avuto, rilevanti cariche pubbliche. Di questi 60 milioni, 1,4, sono crediti difficilmente recuperabili. Ovvero sono politici (o parenti strettissimi) che non pagano. Proprio ieri, prima dell’assemblea dei soci, la dirigenza della banca ha dato questa informazione agli azionisti.

Mi rendo conto che 60 milioni di euro siano robetta rispetto al buco creato dalla dirigenza MPS negli ultimi 20 anni. Tra l’altro, di alcune scelte dovrebbe rispondere politicamente anche il messia Draghi tra una celestiale apparizione e l’altra. Sì perché l’apostolo avallò, ai tempi in cui era il number 1 di Bankitalia, l’acquisizione di Banca Antonveneta proprio da parte di MPS. Quell’acquisto scellerato fu il principio della tragedia senese (tragedia, in parte criminale e in gran parte politica). Ad ogni modo anche l’aver dato prestiti facili a politici ed amici degli amici ha contribuito ai disastri della banca. Disastri che, a prescindere dall’appartenenza politica di ciascuno di noi, dovrebbero interessarci. Per coprire i buchi, infatti, miliardi di euro provenienti dalle nostre tasse sono stati concessi a MPS. Se i cittadini ci mettono i soldi, i cittadini hanno il diritto di sapere chi sono i politici che una volta incassato un prestito non lo restituiscono. Punto. Magari un “recupero credito proletario e mediatico” sarebbe possibile. Non trovate?

A volte la tutela della privacy è sacrosanta, in altri casi è l’ennesima arma di auto-conservazione di un ceto politico che se “illuminato” dalle informazioni fuggirebbe dall’Italia all’istante. Nonostante la quarantena da fare alle Barbados o ad Antigua e, soprattutto, dopo averci restituito la grana.

P.S. Solidarietà a Byoblu il cui canale YouTube è stato censurato. Che sia una multinazionale straniera a decidere, di fatto, la linea editoriale di un organo di informazione ufficialmente registrato è vergognoso. E chi gioisce perché non condivide, legittimamente, la linea editoriale dell’organo censurato, dovrebbe riflettere.

Alessandro Di Battista