Mai più scambio di babbi in autogrill senza autorizzazione.

DOPO LA PUNTATA DI REPORT, STRETTA SULLE REGOLE PER GLI INCONTRI TRA POLITICI E AGENTI SEGRETI

Mai più scambio di babbi in autogrill senza autorizzazione. La notizia data da Report dell’incontro riservato tra Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini sortisce i suoi primi effetti. Franco Gabrielli, ex capo della Polizia e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, ha deciso di rendere più rigide le regole sui rapporti tra agenti segreti e politici. D’ora in poi per effettuare un incontro, come ad esempio quello nella piazzola di Fiano Romano documentato da Report, gli agenti degli apparati di sicurezza dovranno chiedere un’autorizzazione ai propri dirigenti. Ieri durante la sua audizione al Copasir, Gennaro Vecchione, capo del Dis, struttura dei servizi in cui lavora lo 007 che ha incontrato Renzi, ha rivelato di non essere stato informato da Mancini del suo incontro con il leader di Italia Viva, ma ha precisato che non sussisteva alcun obbligo per il suo agente. Tuttavia, nello stessa giornata, Franco Gabrielli ha inviato una direttiva ai capi degli apparati di sicurezza che suona come una smentita. Il sottosegretario ha ricordato infatti che, come da regolamento già esistente, gli appartenenti all’intelligence possono incontrare parlamentari e altre categorie “sensibili” solo per motivi di servizio e con la preventiva autorizzazione del vertice dell’agenzia a cui appartengono.

Nel corso dell’inchiesta di Report avevamo reso esplicite alcune domande sulla natura dell’incontro riservato tra Renzi e Mancini e su quali fossero i limiti di legittimità per questa tipologia di relazioni, ponendo una questione di trasparenza del potere. Ma ora, in seguito alla nostra puntata, il provvedimento di Gabrielli sembra fare finalmente chiarezza sulla materia.

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