L’uomo che sogna “l’estinzione dei grillini”

L’uomo che sogna “l’estinzione dei grillini”

L’Ingegner De Benedetti, autoproclamatosi intoccabile e arditamente riverito da larga parte dei media, sebbene come analista politico valga meno di un Cerasa a metà, ha detto (per la milionesima volta) che non vede l’ora che i grillini si estinguano. Una bella frase democratica, che ricorda quel tale, Costantino della Gherardesca, che scrisse di esser disposto a “ingrassare un chilo per ogni parlamentare grillino morto” (e ancora, uno così, lo fanno lavorare alla Rai).
Per carità, ognuno sogna l’estinzione di chi vuole. Io la sogno delle zanzare, della musica da schifo e dei razzisti fascisti. De Benedetti, anzi pardon “l’Ingegnere”, ha altri gusti.

Tenuto però conto che De Benedetti, anzi pardon “l’Ingegnere”, è quello che fece credere alla sinistra che Renzi fosse Churchill (e molta sinistra gli credette!!); è quello che ha infierito verbalmente su Berlusconi quando era malato; è quello che disse al broker Bolengo (sic) di investire 5 milioni in azioni di sei Popolari, operazione che fece guadagnare alla Romed di De Benedetti circa 600mila euro in seguito al varo della riforma approvata il 20 gennaio 2015 dal governo Renzi (ma va’?), che imponeva alle Popolari più grandi di diventare spa e abbandonare il voto capitario; ed è sempre quello che, tra Berlusconi e Conte, sceglierebbe Berlusconi:

Ecco, tenuto di tutto questo, direi che la sinistra italiana – giornalisti, politici, artisti, intellettuali – dovrebbe forse avere altri punti di riferimento. Altri totem, altri miti. E guardare a De Benedetti, anzi pardon “l’Ingegnere”, come a un trombone un po’ borbottone da ascoltare con attenzione. Sì. Ma solo per fare poi l’esatto contrario.

Ossequi.

Andrea Scanzi

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