l’unità oggi non è un’opzione, ma un dovere.

Ho ascoltato il Presidente Draghi al Senato.
Nel suo lungo discorso, ho trovato condivisibili molti passaggi e propositi a partire dalla grave crisi sanitaria, sociale ed economica in cui versa il Paese. Su questi temi il MoVimento 5 Stelle sarà in prima linea nell’interesse dei cittadini e delle imprese in difficoltà.
Sul #RecoveryPlan ha confermato il buon lavoro fatto dal presidente Giuseppe Conte, un lavoro che va solo completato e su cui vigileremo per evitare sprechi di risorse.
Draghi ha ragione: l’unità oggi non è un’opzione, ma un dovere. Noi ci siamo perché solo stando in maggioranza possiamo raggiungere risultati concreti. È nostro dovere anche controllare l’azione del governo in Parlamento e vincolare il nostro appoggio all’interesse dei cittadini. Non si dovrà arretrare sulle conquiste ottenute finora. Continueremo dall’interno con spirito critico a sostenere i nostri temi, senza rinunciare ai nostri valori.
Faccio delle precisazioni su alcuni punti:
◾️GIUSTIZIA: gli obiettivi del Presidente Draghi sono i nostri. Serve un sistema giudiziario civile più efficiente, servono tribunali più efficienti. Gli strumenti per raggiungere questi obiettivi sono stati già messi in campo dal Ministro Alfonso Bonafede
con due disegni di legge in Parlamento su cui bisogna lavorare seriamente, senza provocazioni. Il Movimento andrà avanti compatto sulla riforma della #prescrizione. La sede per discuterla sarà la commissione Giustizia della Camera. L’hanno capito anche i nemici più ostili, non ci saranno sorprese nel milleproroghe.
◾️AMBIENTE: mi ha colpito la sensibilità del presidente Draghi sul concetto di #sostenibilità e sul dovere di proteggere il futuro dell’ambiente. Serve un approccio radicalmente diverso. Con il nuovo ministero della Transizione Ecologica non dovrà cambiare un’insegna, ma la mentalità e il modello di sviluppo. Noi vigileremo e indirizzeremo verso la giusta direzione.
◾️MIGRAZIONI: l’approccio del presidente Draghi è il nostro. Bisogna rafforzare l’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. C’è continuità con la nostra linea in quest’ultimo anno di governo. Rispetto dei diritti dei rifugiati e costruzione di una politica europea dei rimpatri di chi non ha diritto alla protezione internazionale vanno di pari passo. Speriamo che Draghi si farà sentire in Europa. Noi lo sosterremo se ci saranno fatti!
Nel discorso di Draghi è volutamente assente il riferimento alle riforme costituzionali e alla legge elettorale. Questi temi appartengono al Parlamento e questo “non detto” va apprezzato. La legge elettorale dovrà cambiare partendo da un sistema proporzionale. Noi ci batteremo per le preferenze per restituire un diritto ai cittadini. Sulle riforme costituzionali partiamo da ciò che ci unisce. Approviamo subito la riforma che permette ai 18enni di votare per il Senato. Diamo un segnale di attenzione ai giovani, poi confrontiamoci sul resto.

Giuseppe Brescia