Lukashenko e la destra italiana

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Il popolo bielorusso lotta per liberarsi dall’ennesimo fascistello e dal suo regime di cartone. Le piazze di Minsk inneggiano alla democrazia mentre Lukashenko minaccia il pugno di ferro e conta sul supporto del suo alleato e mentore Vladimir Putin. Neofascismo. Non c’è altro termine per definire la deriva bielorussa. Un popolo intero ostaggio dei deliri egoistici di un vetusto ducetto. Oppressione, violenza. Stesso andazzo a Mosca dove però Putin controlla ancora il suo regime a furia di arresti di massa, a furia di manipolare l’informazione e di ammazzare giornalisti e dissidenti e adesso perfino leader politici a lui ostili. Neofascismo. E cioè fascismo riproposto in salsa moderna che oggi viene smerciato al grande pubblico nella nuova e luccicante confezione sovranista. E non sono solo affari loro. Sono anche affari nostri. La destra di paesi come l’Italia è composta da partiti che si definiscono sovranisti e che s’ispirano platealmente a certi leader. Salvini è volato per anni a Mosca. Ha girato decine di video sulla Piazza Rossa decantando le lodi della Russia di Putin. Stesso andazzo con altri leader neofascisti e presunti ideologi alla Steve Bannon a cui Salvini ma anche la Meloni han sempre stretto volentieri la mano. Ora, se la politica italiana è tutta una buffonata e i nostri leader politici son liberi di aprire la bocca e dargli fiato, allora pazienza. Nulla di preoccupante. Ma se la politica è una cosa seria anche nel nostro paese, allora sarebbe ora di un’operazione verità sulla destra nostrana. Negli ultimi decenni la destra moderata italiana è stata prima rappresentata e poi tradita da un Berlusconi troppo occupato a farsi gli affaracci propri. Quando Berlusconi si è politicamente spento, invece di farsi da parte e permettere che nuove generazioni costruissero un centrodestra all’altezza dei tempi, si è arroccato nel suo mausoleo forzista creando un vuoto politico enorme. Del resto un sereno riposo è un privilegio non concesso a personaggi come lui. Il risultato è che milioni di elettori di centrodestra son rimasti senza dimora e sono stati costretti a rifugiarsi nel sovranismo. Prima da Salvini, poi quando questo ha cominciato a sgonfiarsi dalla Meloni. Milioni di voti che si sono estremizzati per assenza di alternative e senza nemmeno rendersi conto di quello che votano oggi. Ed è questo il punto. Al di là delle baggianate social, il sovranismo di Salvini e della Meloni non è un’evoluzione della destra moderata, ma un grave arretramento. Il sovranismo è la destra che rispolvera il nazionalismo del secolo scorso, che ammicca al razzismo, che torna al bigottismo, che mira a sfasciare l’Europa e qualsiasi entità sovranazionale possa interferire nei loro deliri patriottici. Il sovranismo è destra più estremista, più rozza, più dannatamente vicina al neofascismo e che vorrebbe arrestare i profondi cambiamenti sociali e culturali in atto innalzando muri mentali e in cemento armato. Un pericoloso ritorno al passato. Ad idee che hanno lacerato la nostra storia di dolore. Idee che come dimostra il dramma bielorusso e il regime putiniano non sono affatto svanite ma ritornano appena trovano terreno fertile. Ora, se la politica italiana è tutta una buffonata e i nostri leader politici son liberi di aprire la bocca e dargli fiato, allora pazienza. Nulla di preoccupante. Ma se la politica è una cosa seria anche nel nostro paese, allora sarebbe ora si faccia un’operazione verità sulla destra nostrana e sulla sua deriva sovranista. I politici hanno il dovere di dire tutta la verità sulle loro idee e su dove vogliono portare il paese. Mentre i cittadini hanno il diritto di sapere per cosa votano davvero. Si chiama trasparenza. Si chiama democrazia.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo