Lombardia in zona rossa: FONATNA NON PARLA PIU’ NE’ DI SCHIAFFI NE’ DI RISTORI

IMMUTATO IL NOSTRO SENSO DI RESPONSABILITA’ PER LA TUTELA DELLA SALUTE. FONATNA NON PARLA PIU’ NE’ DI SCHIAFFI NE’ DI RISTORI. LA LEGA SBLOCCHI LE RISORSE GIA’ STANZIATE DA CONTE

Apprendiamo, con immutato senso di responsabilità e in totale continuità con l’interesse assoluto di tutelare la salute dei cittadini italiani e lombardi portato avanti per un anno dal governo Conte, che i dati del contagio in Lombardia impongono nuovamente la zona rossa al nostro territorio.

Registriamo il cambio di passo del presidente Fontana. il quale non parla più né di schiaffo in faccia ai lombardi, né di stillicidio settimanale. Dopo averci raccontato di aver fermato la diffusione del virus la scorsa settimana, grazie a un solo giorno di zona arancione rinforzata, oggi il presidente si accorge dei pericoli legati alla rapidità della diffusione del contagio. Se ne fosse reso conto venti giorni fa, quando invocava la riaperture degli impianti sciistici e dei ristoranti la sera, probabilmente oggi il governo non sarebbe costretto nuovamente a chiudere tutto, con conseguente danno per le attività economiche.

Nell’annuncio del presidente, singolare anche l’assenza di ogni riferimento ai ristori.

Speriamo che Giorgetti, ministero leghista dello Sviluppo Economico, si metta al lavoro per consentire alle attività di ricevere finalmente le risorse stanziate ormai più di un mese fa dal governo Conte. Del resto, come ripetuto più volte dal leader del carroccio Matteo Salvini: bastava un click. C’è un solo modo per onorare il sacrificio richiesto ai lombardi: accelerare con il piano vaccini, rendendolo finalmente efficiente e all’altezza di quello delle altre Regioni, e riprendere il controllo del tracciamento. Vaccini e tracciamento sono le uniche armi per sconfiggere il virus.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa