L’incapacità di sentire il dolore altrui

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Per molti le vittime del virus ormai son diventate giusto un numero tra tanti. La pandemia sta facendo affiorare un’agghiacciante mancanza di empatia. Di capacità cioè di mettersi nei panni degli altri, di sentire il dolore altrui. Il dolore delle famiglie che han perso i loro cari, il dolore degli ammalati, il dolore di chi lotta in prima linea negli ospedali, il dolore delle persone più vulnerabili che vivono nel disagio, il dolore di chi ha enormi responsabilità pubbliche sulle spalle. Empatia che è cruciale in gravi emergenze come questa. Perché solo sentendo il dolore altrui si matura un genuino senso di responsabilità che ci sprona a fare diligentemente la nostra parte. Solo sentendo il dolore altrui si riescono a mettere da parte i propri orticelli e si accettano piccoli grandi sacrifici partecipando alla tragedia comune. Solo sentendo il dolore altrui si accantonano rivalità smettendola di alimentare la rissosa giungla quotidiana almeno per un po’. La paura è una reazione egoistica. Ci si adegua per non pagare un prezzo. L’empatia invece è una reazione altruistica. Ci si adegua in quanto parte di una comunità, per il bene proprio ma anche quello degli altri. Sopravvissuti egregiamente alla prima ondata, la seconda sta facendo affiorare una spietatezza spaventosa. Dal cittadino più umile fino ai presunti capipopolo. Che siano vittime del virus o del terrorismo o di qualche guerra, son solo numeri. Da ignorare o martirizzare a seconda del proprio tornaconto. Davvero agghiacciante. Come se al di là di mille chiacchiere e di mille retoriche, i propri interessi e l’odio verso i nemici prevalessero davvero su tutto oggi. Perfino sull’umanità. Come se per raggiungere i propri fini valesse davvero qualsiasi mezzo. Una giungla di tutti contro tutti in cui pur di prevalere e raggiungere i propri miraggi si è arrivati al punto d’ignorare e perfino manipolare il dolore altrui. Con questo andazzo non deve sorprendere che nella nostra società siano emersi certi personaggi. Sono quelli che esprimono al meglio i mali che ci affliggono, sono quelli che rispecchiano al meglio i nostri tempi intrisi di violenza, di odio, di faziosità accecante, di superficialità, di egoismo viscerale. Dal cittadino più umile fino ai presunti capipopolo. Un andazzo che la seconda ondata sta facendo affiorare palesemente. Perché è scemata l’egoistica paura mentre l’altruistica empatia scarseggia in maniera drammatica. E così le vittime del virus come quelle del terrorismo o di qualche guerra contano solo se strumentali ai propri tornaconti politici o personali. Altrimenti sono numeri che riempiono qualche tabella o i cimiteri o gli ospedali. Freddi numeri che soffrono o che lottano per noi o che ci lasciano per sempre. Un’agghiacciante mancanza di empatia. Un’agghiacciante incapacità di sentire il dolore altrui. E’ tempo di ricostruire un mondo perlomeno più umano. Le gravi crisi che stiamo vivendo sono una storica opportunità di cambiamento. Ma tutto parte dentro di noi.  

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo