L’impatto ambientale dello shopping online

L’impatto ambientale dello shopping online

Di Il Blog di Beppe Grillo:

Il commercio elettronico è insostenibile come avviene oggi, porta ad acquistare oggetti di cui non abbiamo bisogno. Con la facilità di un click si riempie un carrello virtuale stracolmo di prodotti che molte volte si restituiranno. Secondo Statista la percentuale di resi online in Italia è del 43%. Inevitabilmente, ad ogni reso, l’impatto ambientale aumenta. Negli Stati Uniti hanno già misurato che in un anno sono stati emessi 15 milioni di tonnellate di CO2 solo per i resi, come 3 milioni di auto che viaggiano per un anno intero.

Percentuale dei resi di acquisti online

In Cina nel 2018, i soli servizi di spedizioni hanno generato 13 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. L’anno scorso, solo durante il giorno del Black Friday, è stato generato l’1,7% delle emissioni annuali di CO2 di una capitale europea, sei volte di più rispetto a una giornata normale, a causa del trasporto, dell’imballaggio e della produzione dei prodotti.

A questi acquisti si associa un’altra abitudine insostenibile: quando compro qualcosa lo voglio adesso, anche tra un’ora! È impossibile ottimizzare un veicolo che deve caricare la merce e consegnarla in un’ora a una sola persona. Ogni consegna di pacchi di medie dimensioni genera circa 3,68 kg di carbonio.

Secondo un recente report The Dirty Delivery Report di Money.co.uk, i consumatori britannici (e non solo), ammaliati dagli sconti, sembrano perdere momentaneamente di vista i temi ambientali. Sui 2mila intervistati dall’indagine, solo l’11,72 per cento si sofferma a valutare l’impatto della spedizione, contro una schiacciante maggioranza del 72% che va alla ricerca della consegna gratuita. Solo il 20% si dichiara disponibile a sborsare una piccola somma per compensare i gas serra connessi al proprio acquisto; un altro 17% sarebbe disposto a spendere 1 o 2 sterline in più.

Greenpeace stima che nel 2019 le vendite del Black Friday siano aumentate del 220% rispetto a qualsiasi altro giorno dell’anno. La settimana del Black Friday e del Cyber ​​Monday del 2019 è diventata la settimana più venduta nella storia del colosso Amazon, con centinaia di milioni di prodotti venduti in tutto il mondo e milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera.

Il professor Greg Marsden dei trasporti dell’Università di Leeds ha confermato le aspettative di un’ondata di anidride carbonica del Black Friday. “Il problema del Black Friday è che i rivenditori stanno creando un enorme picco di domanda che deve essere soddisfatto immediatamente”, ha affermato. “C’è lo stesso problema con le consegne di cioccolatini e fiori quando si tratta della festa della mamma.”

In America, l’ufficio postale statunitense stima di consegnare oltre 15 miliardi di articoli di posta e 900 milioni di pacchi tra il Ringraziamento e il nuovo anno. Molti di questi articoli verranno consegnati dopo gli acquisti durante il Black Black Friday e il successivo Cyber ​​Monday.

Sempre secondo il report The Dirty Delivery Report Amazon ha elaborato 4,4 milioni di transazioni durante il Black Friday nel 2019. Sulla base del pacco medio consegnato e del previsto aumento del 14% della spesa online, Amazon potrebbe elaborare 5,1 milioni di transazioni quest’anno. Si stima così che gli acquisti del Black Friday tramite Amazon potrebbero portare a pompare nell’atmosfera almeno 18.854 tonnellate di CO2 in più.

Prima di acquistare un prodotto online, pensateci, uscite, cercate la libreria del vostro quartiere, la bottega di prodotti km zero, il negoziante in fondo alla vostra via e se proprio non riuscite a fare a meno degli acquisti online, allora acquistate articoli insieme, ordinate in un unico store, in Italia (su amazon si può capire da dove proviene il prodotto), ciò ridurrà notevolmente la vostra impronta di carbonio. Anche non selezionare la consegna il giorno successivo da giganti online come Amazon… è già qualcosa!

Ricordate, il rimedio è la povertà!



FONTE : Il Blog di Beppe Grillo