Lezioni di umiltà e di senso di appartenenza

Allora, stasera due splendide notizie. Comincio dall’ultima, l’approvazione del nuovo Statuto del MoVimento 5 Stelle, con la nuova Carta dei principi e dei Valori, come concepiti da Giuseppe Conte ma frutto anche della mediazione (che soave parola😊) dei famosi sette saggi. Ebbene, oltre l’87% dei votanti, più di 60 mila (maggioranza assoluta ampiamente superata) hanno detto SÌ al nuovo Statuto e, va da sé, a Giuseppe Conte per il quale, comunque, Crimi ha annunciato che si voterà per la sua Presidenza il 5 e 6 agosto.

L’altra notizia riguarda il bellissimo intervento di Alfonso Bonafede in Aula per la dichiarazione di fiducia alla riforma della giustizia.

Bonafede ha dato scoppole a tutti e lezione di umiltà e di senso di appartenenza vera al gruppo, oltre che di grande onestà e pulizia d’animo. Lui che per tre anni è stato il Ministro della giustizia, l’autore della legge Spazzacorrotti, lui che per due volte nel Conte 1 e nel Conte 2 è stato motivo di duro scontro con gli altri partiti e di caduta dei suoi governi, ha ora messo le cose in chiaro in primis contro chi lo sta attaccando in questi giorni, grillini duropuristi compresi, giorni in cui gli hanno detto di tutto anziché, semplicemente, capire e soprattutto fidarsi di lui come si fidavano e lo lodavano quando era ministro.

E quindi, Bonafede ha spiegato in 12 minuti quello che molti non vogliono sapere, ovvero (vado a memoria, scusate se dimentico qualcosa):

che solo il MoVimento 5 Stelle si è opposto al disegno originario della riforma Cartabia che era inaccettabile;

che solo il MoVimento 5 Stelle ha chiesto le fare le audizioni in Commissione Giustizia per ascoltare gli esperti del settore giustizia, come per esempio i magistrati dell’ANM;

che appunto ascoltando e facendosi portavoce delle perplessità e delle contrarietà dei magistrati e degli addetti ai lavori, il MoVimento a maggior ragione si è battuto per le modifiche, comunque accettate in gran parte, dal presidente Draghi e dalla ministra Cartabia;

che il piano assunzioni di 18 mila unità è quello da lui ideato quando era ministro ed è stato confermato, così come altri 21 mila saranno assunti in via straordinaria grazie ai fondi del PNRR (pure questo già previsto da lui);

che queste assunzioni aiuteranno a smaltire i processi che DEVONO arrivare a sentenza;
che solo il MoVimento ha battagliato nel silenzio generale della politica;

che, anzi, uno ha parlato, cioè il segretario della lega, che ha detto che la riforma non doveva essere toccata nemmeno di una virgola;

che l’allungamento per tutti i processi fino al 2024 è stato ottenuto grazie al MoVimento e a Giuseppe Conte, così come il diverso regime per i reati più gravi come sappiamo;

ma soprattutto, che non ci sarà nessuna restaurazione finché il MoVimento sarà in maggioranza e che loro si confronteranno sempre lealmente con la ministra, pur nelle divergenze, perché c’è ancora tanto da fare sulla giustizia.

Bonafede non è più un ministro, non ha “poltrona” governativa da difendere, anche se il MoVimento 5 Stelle uscisse dal governo resterebbe un parlamentare pur se di opposizione. Quindi se vota la fiducia lo fa con cognizione di causa e perché con orgoglio sa che il MoVimento ha inciso notevolmente su questa riforma che per i due terzi è la sua. Naturalmente, se fosse dipeso solo dai 5 Stelle, sarebbe stata impostata diversamente, ma anche senza trionfalismi bisogna rivendicare comunque quanto fatto per la comunità e quanto ottenuto, perché se fosse dipeso da tutti gli altri, sarebbe stato un disastro.

Poi si sa, combattere concretamente e ottenere faticosamente, è decisamente più difficile che parlare e basta… Ma questo gli altri politici e anche i grillini finti delusi non lo ammetteranno mai.

Claudia Cucuccio