L’europa ad un bivio cruciale

L’europa ad un bivio cruciale

di Massimo Pranzetti (Categoria: Attivisti)

“La UE al bivio solo e soltanto a causa della impuntatura dell’Italia del governo Conte.
O sopravvive trasformandosi in una unione di popoli, cioè il collante non è più solo la moneta, ma il collante diventa il mutuo soccorso tra stati e una uniformità fiscale…
O muore per via degli egoismi di governi canaglia come quello olandese, che con i loro paradisi fiscali, depredano le risorse per il welfare ai paesi interessati da questo abominevole esodo finanziario.
È innegabile che a questo bivio cruciale per l’esistenza stessa della UE, ci si è giunti grazie al cambio di frequenza della politica italiana, che ha risvegliato istanze sopite dalla rassegnazione e dalle droghe mediatiche dell’oscurità.
E questo risveglio, partendo da noi, sta raggiungendo l’Europa e raggiungerà il mondo intero, dove si unirà ad ogni altro risveglio dovuto ai cambi di paradigma ed alle elevazioni di frequenza, culturale, etica e spirituale che la lotta alle dottrine liberiste usuraie, le stesse che vogliono l’essere umano solo e mercificato in balia dei mercati, ha imposto.
Io credo e sento molto questa commistione tra materia e spirito, tra intelletto e DNA umano che vibra e si modifica insieme a madre terra, madre terra che ci invita ad essere più leggeri ed a guardare il cielo.
Tornando alla materia necessaria per liberare l’uomo dalla oppressione invisibile e subdola della politica del disimpegno, credo che Conte abbia dato ordine di oliare le rotative della zecca di stato, perché quando due mesi fa, egli affermò : o si fa debito comune o l’Italia farà da sola ” a quello si riferiva, senza alcun dubbio.
Dopo anni in cui la politica delle larghe intese mi ha fatto detestare la mia patria, ora io ne vado fiero, la mia persona è rappresentata pienamente da una politica che persegue il bene comune, laddove nella parola solidarietà sono ascritte tutte le virtù umane.
Stavolta gli strozzini e gli speculatori euroinomani hanno dell’ottimo granturco da sgranocchiare, anzi, su questo granturco, se non mollano la presa, ci lasciano tutti i denti.”