L’estate a scuola? Se lo propone Azzolina è una scemenza, se lo dice Draghi ha perfettamente senso

I media possono farci credere ciò che vogliono, sta a noi decidere se subire alcune loro falsità o filtrarle ragionando con la nostra testa. Il primo passo da fare è quello di chiedersi in nome di chi una notizia viene diffusa.

Oggi ben pochi lo fanno in nome del popolo o per il dovere di dire la verità. Quasi tutti hanno un padrone che detta loro cosa devono o non devono scrivere; un partito, una lobby o un colosso industriale.

Ed ecco quindi come la stessa notizia, il prolungamento dell’anno scolastico, viene raccontata a distanza di pochissimi giorni in maniera completamente opposta. In base alla convenienza del momento quella che l’altro giorno era una pessima idea, oggi sembra diventare quasi l’idea migliore dell’ultimo anno.

Riflettiamoci, perché in attesa di approvare una più che mai urgente legge a favore di un’editoria pura (con questa maggioranza scordiamocelo), questa è la nostra unica arma di difesa.
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Danilo Toninelli