L’elogio della spazzatura mi preoccupa non poco.

Nei giorni scorsi sulle pagine del più importante quotidiano economico-finanziario, il presidente della Federbeton di Confidustria, Roberto Callieri, ha lanciato l’allarme per quanto riguarda le difficoltà che le imprese stanno affrontando a causa dell’aumento dei costi dell’energia. Il manager ha auspicato maggiore snellezza normativa per bruciare nei forni dei cementifici la spazzatura, per la precisione il Combustibile solido secondario (Css), in sostituzione dei prodotti petroliferi, a partire dal pet coke.

Una presa di posizione che mira ad indorare la pillola e descrivere, quasi in termini salvifici, le proprietà “benefiche” della spazzatura usata come combustibile (carta e cartoni non riciclabili, tessuti e plastiche che non possono essere rigenerate). Come se gli sbuffi continui delle ciminiere diffondessero essenze profumate.

Il Css è utilizzato diffusamente in un cementificio di Barile, comune del Parco regionale del Vulture, in una zona dal pregio ambientale, naturalistico, paesaggistico ed agricolo. La vista del Monte Vulture è occupata da ciminiere alte più di cento metri e dal mega impianto che produce cemento, bruciando rifiuti. A Barile con la nuova Aia è stata concessa la possibilità di utilizzo di 50mila tonnellate di CCS-rifiuti e 10 tonnellate di CSS-combustibile.

Non possono quindi non porsi delle questioni che emergono con tutta la loro dirompenza e che si intrecciano con alcune vicende che stanno riguardando la nostra regione ed il Vulture. Il nuovo assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Acito, dovrà tenere alta la guardia affinché i controlli siano sempre stringenti sull’impianto di Barile, che si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria dal centro abitato, dalle scuole e dai luoghi di ritrovo e ad una manciata di chilometri dai centri abitati di Rapolla e Rionero in Vulture. A Barile, è opportuno sottolinearlo, esistono le migliori produzioni agricole lucane: Aglianico Docg, Olio extravergine d’oliva Dop, cereali, castagne. L’Arpab, dopo la disastrosa esperienza del silurato direttore generale, deve rassicurare le comunità interessate sullo svolgimento di seri monitoraggi ambientali e sul fatto che la salute umana non corre rischi. Analoga attenzione, dopo la corsa alla poltrona della presidenza del Parco regionale del Vulture, dovrebbero dimostrare i sindaci del territorio, a partire da quelli di Barile e Rapolla.

Se non contestualizziamo certe prese di posizione dei manager del cemento, rischiamo di non tenere conto delle peculiarità dei territori e della necessità di tutelare veramente la salute dei cittadini. Quest’ultima non può mai essere sacrificata in nome dell’economia, della produzione e del benessere di pochi. Il nostro territorio non può ammettere altri scempi ed altre aggressioni.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale del MoVimento Cinque Stelle



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FONTE : Basilicata 5 Stelle