Per la lega si ripristano i vitalizi e si tutelano i colleghi.

La giunta per le elezioni e le immunità del Senato ha deciso di non autorizzare l’utilizzo di tutte le intercettazioni a carico del Senatore Marti. Ancora una volta si mettono i bastoni tra le ruote alla giustizia per tutelare l’onorevole di turno.

Il Senatore Marti è il pupillo salentino di Salvini. Prima di essere Senatore in questa legislatura, è stato deputato in quella passata e assessore ai servizi sociali del Comune di Lecce. Da quest’ultimo incarico deriva un’indagine che lo vede coinvolto su un possibile voto di scambio secondo cui deve rispondere di abuso di ufficio, falso ideologico aggravato e tentato peculato.

L’inchiesta della Procura di Lecce nasce da una sospetta assegnazione di un immobile sequestrato alle organizzazioni mafiose salentine ad un elemento di spicco della Sacra Corona Unita.

È un’ipotesi di reato estremamente grave ma per i senatori presenti in Giunta, tranne per due del gruppo misto che hanno dichiarato voto contrario e di astensione, conta più la politicamente corretta difesa del collega.

Si ripristano vitalizi e si tutelano i colleghi. Le maggioranze troppo ampie portano anche a questi pericolosi passi indietro rispetto all’etica, alla morale e alla giustizia.

BARBARA LEZZI