Le tribù del Pd cercano un NUOVO capo e RITROVANO Enrico Letta.

Le tribù del Pd cercano un nuovo Gheddafi e sperano in Enrico Letta per siglare la tregua. Altro che una donna, altro che nuove leve. Un rodato politicante con uno sterminato pedigree da ex. Usato sicurissimo. A conferma di come il Pd persista nell’ incarnare tutti i vizi della politica nostrana. L’elitarismo. Il correntismo. Il poltronismo. L’assenza di idee e di slancio. L’incapacità di cambiare se stesso e quindi la realtà che lo circonda. Il Pd è un partito ostaggio di poltronosauri e logiche politiche giurassiche. Zingaretti sarà stato anche un bravo tizio, ma non ha cambiato una mazza nel partito. Puntando sul nipote di cotanto zio, il Pd si conferma del tutto incapace di apprendere dai propri errori e rinnovarsi. Il celeberrimo nipote proviene dal centro di Parigi, non da qualche malfamata periferia. Le Sardine si son rifatte vive ma continuano a nuotarci attorno a vuoto. Se davvero vogliono riformare il Pd l’unico modo è scalarlo e cacciare i poltronosauti che lo tengono in ostaggio. Il resto son solo chiacchiere. Piantando tende al Nazareno o con le ospitate in tv ci riempi i social per qualche ora, ma poi non cambia una fava. Di rinnovamento del Pd se ne sente parlare a vanvera da anni. Ormai dovrebbero averlo capito. I poltronosauri non cambieranno mai. In parte perché non ne sono capaci dato che non conoscono un altro modo di fare politica. In parte perché non gli conviene. Per far estinguere i poltronosauri, le Sardine o aspettano che cambi era politica oppure devono affrontarli e sconfiggerli politicamente. Se non se la sentono che nuotino altrove o si mettano in proprio. Tutto il resto son solo chiacchiere. Con questo giurassico e incorreggibile Pd, il Movimento starebbe per costruirci un “campo progressista”. Una specie di alleanza per arginare l’avanzata dei terribili sovranisti. Ma questo solo quando Draghi verrà rimesso nella naftalina. Per adesso Salvini è un alleato di governo nonché fresco europeista, il copione cambierà solo sotto elezioni. Ogni cosa a suo tempo. Zingaretti era un grande sostenitore del campo progressista e anche per questo è stato impallinato. Vedremo quanto durerà Letta e che piega prenderà la soap. Di certo l’arrivo del celeberrimo nipote e l’investitura di Conte a sovrano del Movimento, qualche ripercussione ce l’avrà. Campo progressista sarebbe sinonimo di “nuovo centrosinistra” con dentro gli ex populisti e gli ex barbari e gli ex scappati di casa del Movimento. Già, si torna all’antico. Col Movimento che non è più post ideologico, è ideologico ex post. O almeno questo sembra l’andazzo. Doveva essere il Movimento a cambiare la vecchia politica ma sembra stia succedendo il contrario. E cioè è la vecchia politica che sta cambiando il Movimento. Un paradosso. Il Pd ma anche la sinistra radicale non sono cambiati di una virgola e questo nonostante un curriculum pietoso. Il Movimento che è invece l’unica forza innovativa apparsa sulla scena politica da decenni e che ha pure funzionato, sarebbe alla vigilia di una grande “riforma” che il suo nuovo sovrano Conte sta escogitando. Un paradosso davvero sconcertante.
Tommaso Merlo