Le reliquie di B., il Ponte e la manomissione del passato

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Più che diventare saggio, Prodi sembra essersi rimbambito invecchiando. Checché ne dica Mortadella, Berlusconi rimane un assoluto tabù per tutti i cittadini onesti di questo paese. E checché ne dica Mortadella, i libri di storia citeranno il berlusconismo come il punto più squallido del dopoguerra italiano. L’esempio del degrado che può raggiungere la democrazia se finisce in certe spirali tossiche. Un vero incubo politico e morale. Anni buttati via dietro alle meschine beghe di un losco personaggio. Berlusconi vuole fottere il prossimo per l’ultima volta. Vuole corrompere perfino il suo giudizio postumo in modo da congedarsi da statista invece che da sciagura nazionale quale è stato. Che brutta fine. Tra scheletri e rimorsi e paure. Con una sola certezza. L’Italia festeggerà quando si sarà finalmente liberata dal cappio del suo mega conflitto d’interessi. Ma quello di manomettere il passato per proprio tornaconto è una specialità di Lorsignori. È un modo per riciclarsi, per rifarsi una verginità ma anche un modo per raggiungere i propri scopi politici. Mortadella vuole il MES a tutti i costi e per ottenerlo è disposto a riesumare le reliquie berlusconiane. Lui che è stato a capo del centrosinistra. Una mossa talmente azzardata da confermare come l’insaccato bolognese abbia perso una valanga di neuroni invecchiando, oltre che diventare saggio. Ma manomettere il passato è anche un modo con cui Lorsignori perpetuano il sistema che li ha premiati. Proprio come sta succedendo col Ponte di Genova. Anche lì la parola d’ordine è manomettere il passato, è dimenticare. Dimenticare le 43 vittime e gli occhi straziati dei loro cari. Dimenticare il loro diritto alla verità e alla giustizia. Dimenticare la deriva incestuosa che ha garantito le concessioni. Dimenticare lo slancio del 4 marzo che ha permesso una miracolosa ricostruzione. Dimenticare. Perché solo dimenticando tutto potrà tornare come prima. Lobby, vecchi partiti, giornalacci. Sono tutti al lavoro per manomettere il passato affinché alla fine non cambi nulla. Coi vecchi partiti a lavorare codardamente dietro le quinte. Non hanno nemmeno il coraggio di ammettere apertamente che stanno dalla parte dei Benetton. Destra, sinistra. Han paura di perdere consenso ma anche gli appoggi dei potenti. Vergognosa ipocrisia. Coi loro giornalacci a dargli manforte. Manipolando la realtà e gettando fango contro gli unici che vorrebbero cacciare i Benetton in nome dell’onorabilità delle vittime, della giustizia e di un ritrovato orgoglio dello Stato italiano. Lobby, vecchi partiti, giornalacci. Il solito vecchio sistema intento a manomettere il passato. Lucidando le reliquie di Berlusconi come giocando sporco col Ponte di Genova. Mortadelle rintronate, ottuse servitù. Tutti intenti a manipolare il passato, a dimenticare. Il primo passo affinché nulla cambi e tutto torni come prima. Una mossa azzardata che i cittadini onesti di questo paese non gli devono permettere più di fare.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo