Le novità sul Ministero della Transizione Ecologica

Mentre nel MoVimento sono in corso restaurazioni, dalle prossime votazione dei candidati del comitato direttivo alle voci di gestione in pectore, cioè di qualcosa che si ha in mente di fare, con l’arrivo di Giuseppe Conte, ci sono novità sul Ministero della Transizione Ecologica, quella discussa con Beppe Grillo e Mario Draghi durante le consultazioni.
Prima della nomina dei nuovi sottosegretari, è al via lo spostamento delle competenze in materia di politica energetica dal Mise al neo ministero della Transizione ecologica, in particolare vengono trasferite al neo ministero competenze “su rinnovabili, decarbonizzazione, efficienza energetica, ricerca e nuove tecnologie energetiche clean, mobilità sostenibile, piano idrogeno e strategie di settore, decommissioning nucleare, transizione sostenibile delle attività di ricerca e produzione di idrocarburi.
Rimarrebbero a Giorgietti della Lega,le materie di mercato: promozione della concorrenza, liberalizzazioni, tutela dei consumatori, monitoraggio dei prezzi.

Sicuramente sarà un altro boccone amaro da mandare giù per Salvini che pensava con l’assegnazione del ministero del Mise da parte di Draghi di avere le “mani in pasta” sul maggior malloppo dei miliardi europei. E’ pur vero però che, nonostante gli emendamenti assegnati nel nuovo decreto milleproroghe dal voto della Camera, ora dovrà passare al Senato, di alcuni dei temi cari al M5S come la moratoria delle trivelle, fino a settembre per “dare tempo al governo Draghi di intervenire definitivamente”, come anche il blocco nel mercato libero dell’energia slittando di un altro anno, sicuramente si rifaranno con gli aumenti dei prezzi sulle tariffe sul gas, energia elettrica, pedaggi autostradali.. ma quel giorno ancora dovrà arrivare e di acqua sotto quel ponte tanta ne scorrerà e chissà se riusciranno a realizzare i loro obiettivi.
In alto i cuori.

Sergio Di Reda