Le minacce di un presidente che non si è dimostrato all’altezza della situazione non ci spaventano affatto.

L’ordinanza-ultimatum di Zingaretti al Campidoglio è semplicemente ridicola e vergognosa.

Un atto che sa di provocazione politica, dal momento che pretende l’autonomia sulla gestione dei rifiuti da parte di Roma Capitale. Un tema su cui lui stesso ha clamorosamente toppato per quasi 10 anni.

Un vero e proprio attacco elettorale che dimostra il totale disinteresse del governatore regionale nei confronti dei cittadini romani e che fa emergere il suo vero, squallido obiettivo: nascondere, o comunque fare passare in secondo piano gli scandali che stanno investendo la Regione sul tema rifiuti e tentare di scaricare ignobilmente ogni responsabilità sull’Amministrazione Raggi.

La verità è una sola: la gestione Zingaretti sui rifiuti è stata ed è un disastro su tutti i fronti.

Lo dimostra l’arresto della dirigente della Regione Lazio Flaminia Tosini sulla questione Monte Carnevale, l’approvazione tardiva di un Piano Rifiuti più volte sollecitato da Roma Capitale e dal Tar che, per giunta, si sta dimostrando del tutto insufficiente e inadeguato al contesto attuale, la totale negligenza della Regione Lazio sulla creazione di infrastrutture e di impianti adeguati a una corretta chiusura del ciclo dei rifiuti e tante altre inefficienze palesate dall’Amministrazione Zingaretti sul tema.

Le minacce di un presidente che, semplicemente, non si è dimostrato all’altezza della situazione non ci spaventano affatto. A Zingaretti noi non dobbiamo dimostrare assolutamente nulla. Casomai, è lui che dovrebbe (finalmente) iniziare ad assumersi le proprie responsabilità e a rendere conto della propria manifesta incapacità ai romani. Ammettere i propri limiti, per un presidente da sempre indifferente alle problematiche dei cittadini e concentrato esclusivamente sui propri scopi elettorali, sarebbe già un enorme passo avanti.


Daniele Diaco