Le assurde teorie de “Il Messaggero” sul cambiamento climatico

Di Massimo De Rosa:

Quando superficialità e impreparazione, possono far danni come la grandine.

Secondo la Federazione italiana media ambientali (Fima), “Il Messaggero” grazie alla foto notizia pubblicata in prima pagina: “Neve anche al Sud: l’Inverno che rassicura” e all’occhiello: “Il freddo di questi giorni allontana i timori sul riscaldamento globale”, si è già aggiudicato il premio 2019 per la disinformazione e la superficialità nel trattare i temi del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. Secondo Roberto Giovannini, presidente di Fima, si tratta di «una topica davvero incredibile. Era da anni, per fortuna, che non si leggevano più su un giornale italiano sciocchezze simili e confusione tra clima e meteo. Il riscaldamento globale si manifesta in un aumento delle temperature medie: l’aumento dell’intensità o della frequenza degli eventi meteo estremi è un sintomo del cambiamento climatico, che purtroppo è una realtà sempre più allarmanti. Il Messaggero di Roma, se non vuole continuare a fare brutte figure e disinformare i suoi lettori, farebbe meglio a utilizzare la professionalità dei tanti colleghi competenti sui temi del clima, dell’ambiente e della sostenibilità».

Parole che è difficile non condividere. Non riconoscere o, ancora peggio, fingere di non conoscere la differenza fra meteo – la materia che si occupa di analizzare i fenomeni fisici giornalieri al fine di elaborare predizioni del tempo atmosferico a breve scadenza – e clima – l’analisi annuale e pluriennale di elementi quali la temperatura, l’umidità, la quantità media delle precipitazioni, la pressione, la radiazione solare, l’intensità e la direzione del vento – è già di per sé gravissimo per chi si occupa di fare informazione. La mancanza diventa imperdonabile se sbattuta in prima pagina.

Ci sono voluti anni per consentire all’opinione pubblica di prendere coscienza di un problema attorno al quale ruoteranno i nostri destini nell’immediato futuro. Nonostante ciò ancora oggi c’è chi nega e chi mistifica, chi impedisce di combattere una battaglia, quella del contenimento del riscaldamento globale al di sotto della soglia di un grado e mezzo, il cui esito sarà determinante per il nostro futuro. I danni di questo tipo di disinformazione sono difficilmente stimabili. Quante persone leggendo questa foto-notizia avranno bollato gli allarmi lanciati dalla comunità scientifica, come l’ennesima teoria del complotto? Quanti si saranno convinti che in fondo 15° a gennaio non sono un problema, anzi non sono neanche poi tanto male.

Grottesco infine il tentativo di mettere una toppa. Sulla sua pagina twitter “Il Messaggero” ha infatti scritto: «Nella prima pagina di sabato, nell’occhiello della foto sul gelo al Sud, purtroppo è saltato un “non” prima di “allontana i timori sul surriscaldamento globale”, cambiandone così il senso. Ce ne scusiamo con i lettori. Ma evitiamo #polemicheinutili». Ora se questo corrispondesse al vero, il giornale dovrebbe spiegarci il significato del titolo, che sarebbe stato pensato e scritto in palese contraddizione con il suo occhiello. In secondo luogo senza quelle che “Il Messaggero” bolla come polemiche inutili (con tanto di #), probabilmente non ci sarebbe stata nemmeno questa striminzita rettifica.

Il cambiamento climatico è materia che richiede serietà. Rappresenta con ogni probabilità la più grande sfida della nostra generazione. Per vincere questa sfida servono scienziati, pareri autorevoli volti a formare una coscienza collettiva. Non certo il non richiesto contributo di impreparati e superficiali disinformatori.

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FONTE : Massimo De Rosa