LAVORATORI STAGIONALI: ESKIGEL, VERSO SOLUZIONI CONDIVISE

LAVORATORI STAGIONALI: ESKIGEL, VERSO SOLUZIONI CONDIVISE

Lavoratori a rischio Come da programma, i rappresentanti di Nidil Cgil (Luca Solano), Felsa Cisl (Rocco Ricciarelli) e Uiltemp Umbria (Roberta Giovannini), unitamente ai segretari di Flai Cgil (Paolo Sciaboletta), Fai Cisl (Simone Dezi) e Uila Uil (Fabio Benedetti) hanno incontrato i parlamentari umbri nella sede Cisl di via del Cassero a Terni; A fare gli onori di casa il segretario generale della Cisl Riccardo Marcelli. Aldilà delle sfumature politiche del caso, deputati e senatori di M5s, Pd, Lega, Fi e Italia viva, hanno dato la propria disponibilità a lavorare ad una soluzione condivisa che potrebbe prendere le mosse dalle proposte emendative al pacchetto al decreto agosto, già elaborate da Tiziana Ciprini del M5s. La denuncia dei sindacati: «Solo nell’ambito dell’Eskigel sono a rischio centinaia di posti di lavoro e a perderlo sarebbero soprattutto donne, per le quali le opportunità occupazioni sono estremamente limitate». Il problema degli stagionali però, oltre all’agroalimentare, investe anche i settori del turismo, della cultura, dei trasporti; quell’addizionale dello 0,5 contributivo che grava sul datore di lavoro ad ogni rinnovo contrattuale, in assenza soprattutto di un bacino di professionalità, rischia di compromettere la continuità occupazionale di moltissimi addetti.

Sindacati e parlamentari allo studio di una soluzione condivisa Se l’obiettivo del decreto Dignità era arginare il lavoro precario, per certi versi questo si è rivelato un boomerang: «Gli stagionali – sottolineano i sindacati – per natura contrattuale non possono essere paragonati al contratto a tempo determinato e andrebbero parificati agli stagionali di altri settori che al contrario hanno tutele su misura (ad esempio l’agricoltura). L’attuale condizione legislativa – è stato spiegato – non prendendo in esame alcuni specifici stagionali, potrebbe creare nuovi disoccupati». Tanto per dare un misura del danno potenziale sulle famiglie ternane che basano in parte se non del tutto il proprio reddito sul lavoro in Eskigel, qui 400 addetti sono stagionali somministrati, 220 dipendenti diretti. E se da un lato Giovannini della Uil apre alla possibilità di valutare lo staff leasing, Sciaboletta della Cgil si dice assolutamente contrario: «Assunzioni dirette». Sul tavolo del confronto coi parlamentari umbri il documento elaborato dai sindacati con una proposta che tiene conto di anzianità , diritto di precedenza, tempi determinati e stabilizzazioni. È proprio su questa che Raffaele Nevi (Fi), Virginio Caparvi, Valeria Alessandrini, Stefano Lucidi (Lega), Walter Verini (Pd), Leonardo Grimani (Italia viva) e Tiziana Ciprini (M5s) hanno dato la propria disponibilità a ragionare ad un tavolo tecnico-istituzionale che possa incidere significativamente e a stretto giro sulle prossime scadenze governativo-parlamentari. Già nel decreto Agosto, i rappresentanti umbri contano di inserire misure a salvaguardia degli stagionali Eskigel di Terni ma di tutto il comparto a livello nazionale.

Agroalimentare «Tante crisi aziendali in atto e la risposta della politica alle nostre chiamate è fondamentale. Eskigel, sia chiaro – ha detto Dezi di Fai Cisl – rappresenta una delle poche chances lavorative per le donne del nostro territorio e non possiamo permetterci la perdita di centinaia di posti, chiediamo prospettive per quelle professionalità maturate in anni di servizio». «Non siamo certo a sponsorizzare il lavoro precario – ha sottolineato Fabio Benedetti di Uila Uil -, l’orizzonte stabilità resta un obiettivo e per questo abbiamo apprezzato le finalità generali del decreto dignità, ma esistono casi specifici e realtà che meritano un’attenzione particolare. L’apertura di questo tavolo – ha aggiunto – risulta pertanto fondamentale per intervenire a livello normativo». Sciaboletta di Flai Cgil ha precisato: «Siamo di fronte al rischio concreto di perdere tanti posti di lavoro. Necessario aprire questo tavolo per ribadire che il lavoro precario deve costare di più e che la somministrazione non aiuta; studiamo insieme delle soluzioni, abbiamo l’esperienza per poterci confrontare su questi temi».



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini