L’accordo Italia-Cina e le reazioni scoposte di Francia e Germania che temono la concorrenza delle imprese italiane.

Di Giuseppe Masala:

Per dire quanto abbia scombussolato i piani dell’Entità Europoide la mossa della firma dell’accordo Italia-Cina basta una notizia che se non fosse grave ci sarebbe da ridere: il 26 Marzo ci sarà un vertice a Parigi tra Xi, Macron, Merkel e il Borgomastro del Regno di Lilliput Junker. Grave perché contro qualsiasi prassi e protocollo che vuole che i vertici tra capi di stato si preparino con mesi se non anni di lavoro è stato montato un vertice con Xi con gli evidentemente preoccupatissimi tedeschi ed europoidi di vedersi nel mercato cinese – dove pasteggiano da anni – la concorrenza delle imprese italiane. Dio che miseria, manco la forma hanno salvato.

Prima ci hanno provato scatenando contro i loro servi italiani e urlando allarmi alla sicurezza nazionale europoide e che – ovviamente – deve trattare la #Leuropa con la Cina ora questo vertice abborracciato. Proprio non l’accettano che a Roma non ci siano i loro amici che avevano chiaramente già contrattato la demolizione dell’Italia in cambio del mantenimento del potere e probabilmente di larghe prebende nei paesi dominanti da riscuotere quando devono ritirarsi dalla politica.