LA VERITA’ SUI FONDI DESTINATI AL SUD

LA VERITA’ SUI FONDI DESTINATI AL SUD: PREVISTI NEI PROSSIMI ANNI PIU’ DI 200 MILIARDI. STA A NOI COGLIERE OPPORTUNITA’
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenterà il motore della rinascita, la spinta per la ripartenza dell’economia del Paese.
Ingenti le somme destinate al Sud. Dopo le polemiche di queste settimane e la protesta di tanti sindaci, è bene fare un pò di chiarezza sulle cifre.
Nel PNRR alla fine ci sarà una percentuale di somme destinate al Mezzogiorno pari al 40 % contro un 34 % di soglia proporzionale alla popolazione. Siamo arrivati a questa cifra con una serie di pareri vincolanti votati nelle varie commissioni e nella Commissione Bilancio. In Commissione Pol. UE alla Camera abbiamo esplicitamente scritto che le somme destinate al Sud dovevano essere nettamente superiori al 34% per ridurre i divari territoriali. Il Governo ha accolto la nostra richiesta. Infatti Le 6 Missioni del PNRR, con le rispettive percentuali destinate al Sud, sono le seguenti:
1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 36,1%
2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica – 34,0%
3 – Infrastrutture per la mobilità sostenibile – 53,2%
4 – Istruzione e ricerca – 45,7%
5 – Inclusione e Coesione – 39,4%
6 – Salute – 34,0%
Tra gli interventi per la coesione sociale: realizzazione al Sud di ecosistemi per l’innovazione (350mln), ristrutturazione di beni confiscati alle mafie (300mln), contrasto alla povertà educativa nel Mezzogiorno (220mln), infrastrutturazione delle Zone Economiche Speciali (630mln), risorse per le aree interne (900mln).
Si poteva fare di più?
Probabilmente si, ma si noterà che nelle missioni in cui il Sud vive un maggiore gap la percentuale aumenta, in particolare Infrastrutture (53,2%), Istruzione e Ricerca (45,7 %), Inclusione e Coesione (39,4 %).
D’altronde, le percentuali circolate nelle scorse settimane e che attribuivano al Sud quote del Recovey maggiori del 65 % non sono mai state sul tavolo e avrebbero snaturato gli obiettivi principali dello strumento. La Transizione ecologica per esempio, con quelle percentuali cosi alte, si sarebbe incentivata in pratica solamente al Sud, mentre al Nord in cui si ha una elevata concentrazione industriale, non si sarebbe disposto delle risorse sufficienti per puntare alla riduzione di emissioni del 55% entro il 2030 rispetto al 1990. Ciò avrebbe significato un Sud verde e un Nord che continua ad inquinare, non proprio quello che prevedeva il Piano.
Ma i Fondi per il Sud non sono solo quelli contenuti nel PNRR.
Infatti +più del 64% del React-Eu pari 8,4 miliardi complessivi andranno al Mezzogiorno. I fondi del React-Eu rappresentano una integrazione del ciclo della politica di coesione europea 2014-2020 e saranno erogate nel 2021 e 2022 per progetti da realizzare entro il 2023;
Inoltre +58 miliardi del Nuovo ciclo Fondo di sviluppo e coesione (FSC) 2021-2027, che dovrà essere impiegato in linea con le politiche settoriali di investimento e di riforma previste nel PNRR, secondo un principio di complementarietà e di addizionalità delle risorse. La nuova programmazione del FSC dovrà riguardare il finanziamento di tutti quegli interventi infrastrutturali strategici per il Mezzogiorno, il cui orizzonte temporale di realizzazione superi il limite temporale previsto dal PNRR. In questo ambito, in particolare, un ruolo centrale verrà dato al finanziamento dei lotti delle reti ferroviarie TNT del Mezzogiorno che saranno realizzati dopo il 2026;
Ancora, +54 miliardi del Nuovo ciclo Fondi strutturali europei 2021-2027.
Ci sono, inoltre, circa 15 miliardi non territorializzati, vale a dire azioni di sistema quali, ad esempio, interventi di digitalizzazione, cyber security, ITC, che hanno ricadute su tutto il territorio italiano specie al Sud.
Ultimo, ma non per importanza, il tema del vincolo di destinazione territoriale dei bandi di gara del Recovery Plan, che saranno elaborati dai singoli ministeri e attraverso i quali le risorse per il Sud potrebbero aumentare ulteriormente.
Quello degli investimenti al Sud è uno dei temi che come M5S abbiamo più a cuore. Non è un mero discorso di appartenenza territoriale: siamo davvero convinti che se miglioriamo le condizioni nelle Regioni meridionali ne possa beneficiare tutto il Paese.
Filippo Scerra
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