Sulla tortura e l’uccisione di Giulio Regeni, ancora una volta, fango e i tentativi di depistaggio.

È stata rinviata di un mese l’udienza decisiva per il rinvio a giudizio e, quindi, per l’inizio del processo nei confronti degli ufficiali egiziani imputati per il sequestro, la tortura e l’uccisione di Giulio Regeni. Questo a causa dell’impedimento di uno dei legali degli ufficiali. Dopo il rinvio dell’udienza ho voluto incontrare i genitori di Giulio e il loro avvocato per salutarli e per ribadire la mia vicinanza in questo momento delicato. E ho colto l’occasione per esprimere il mio sdegno per il video apparso alcune ore fa su YouTube, confezionato ad arte a ridosso dell’udienza, nel quale vengono insinuati dubbi sulla persona e sul lavoro del nostro ricercatore. Dobbiamo subire, ancora una volta, il fango e i tentativi di depistaggio. Sarebbe interessante sapere chi ha costruito e pensato quel filmato anche se non occorre un grande sforzo di intelletto, dato che tra i primi a lanciarlo è stato un dipendente del Ministero dello sviluppo economico egiziano.

Si tratta di uno dei diversi strumenti con cui da parte egiziana in queste ore si è tentato ancora di provocarci e di influenzare lo svolgimento del procedimento penale.

Per questo bisogna essere uniti, come comunità che da anni è vicina a questa famiglia, anche nelle prossime settimane, nell’auspicio che fra un mese il giudice dell’udienza preliminare sarà messo nelle condizioni di poter decidere.

Lo Stato italiano non si farà intimorire e andrà avanti.


Roberto Fico