La strada è ancora lunga

Il reato del voto di scambio è una questione serissima ed una vera e propria estorsione della dignità dell’elettore che noi del Movimento 5 Stelle combattiamo con tutte le nostre forze da sempre.

Con questa accusa ieri è stato condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione, con la sospensione della pena, Michele Mazzarano, ex assessore regionale allo Sviluppo Economico della Puglia. Il giudice ha disposto nei confronti di Mazzarano anche una sospensione di 5 anni dal diritto elettorale e da tutti i pubblici uffici.

Per le valutazioni di natura giudiziaria mi affido al lavoro della magistratura, ma c’è un dato politico incontrovertibile.

Promettere lavoro in cambio di voti, è aberrante rispetto un esercizio democratico. E se questo cittadino non avesse denunciato nessuno avrebbe mai saputo nulla di questa vicenda. Quanti cittadini sono sotto lo schiaffo del potente di turno? Quanti hanno ricevuto offerte di lavoro in cambio di voti? Quanti campioni di preferenze nascondono in realtà un esercizio poco nobile del sistema di rappresentanza?

Il primo che dovrebbe chiarirlo è proprio il Partito Democratico Pugliese. E non mi interessa che siano alleati o meno di governo, perchè questa aberrazione non tutela i cittadini, proprio il Pd dovrebbe chiarire come mai nelle loro file fanno a gara ad entrare nelle liste persone che hanno questi procedimenti giudiziari. Si è innocenti fino a sentenza passata in giudicato questo è vero e non lo metteró mai in dubbio, ma ci sono questioni di opportunità a cui la politica può porre rimedio prima, isolando e non candidando a priori questi soggetti. Proprio come fa il M5S.

Questa è la dimostrazione che la strada è ancora lunga per uscire da una mentalità e una logica clientelare, per invertire questa odiosa tendenza e per tornare a una politica con la P maiuscola.


Mario Furore

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