La storia di un paziente del Vulture-Melfese. Sanità, i lucani non possono essere umiliati.

La storia di un paziente del Vulture-Melfese. Sanità, i lucani non possono essere umiliati.

Più volte nelle ultime settimane ho evidenziato il mio punto di vista sulla gestione e l’operato del Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza, Massimo Barresi. Continuo a ribadire la sua inadeguatezza a capo dell’azienda ospedaliera più grande della Basilicata, che non può diventare luogo di guerre intestine tra management, medici ed operatori sanitari. Situazioni che inevitabilmente portano a sacrificare l’attenzione verso i malati e la loro cura.

In questi giorni mi è giunta una segnalazione che mi ha rattristato ed amareggiato. Un cittadino del Vulture-Melfese in cura presso il reparto di Urologia dell’Ospedale San Carlo, recatosi a Potenza per essere sottoposto ad un controllo periodico, è stato costretto a ritornare mestamente a casa per l’assenza del medico. Un’umiliazione, dopo un viaggio di quasi settanta chilometri, alla quale si aggiunge il patema dovuto a condizioni di salute non ottimali che richiedono attenzione costante.

Sono certo che casi come quelli che sono stati posti alla mia attenzione non sono pochi. Constato che il diritto alla salute, spesso, viene sacrificato per fare posto a situazioni che nulla hanno a che fare con le cure alle quali tutti i cittadini devono poter accedere.Poco confortanti, poi, le vicende di questi giorni sull’acquisto, da parte dell’AOR San Carlo, di  290maschere facciali antigas da distribuire al personale sanitario nei mesi dell’emergenza coronavirus su cui sta indagando la Procura di Potenza.

La sanità lucana merita di più. I lucani meritano rispetto e chi è distratto da temi che esulano dal diritto alla salute è bene che si faccia da parteuna volte per tutte.

Gianni Leggieri
Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle



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