è bassa la qualità della stampa e dell’informazione in Italia

La qualità della stampa e dell’informazione in generale in Italia, è così bassa e così vincolata all’appartenenza politica o all’interesse economico dell’editore, da giungere a livelli di manipolazione e mortificazione della verità, francamente imbarazzanti.
Quello che è stato pianificato, organizzato e messo in stampa ed in onda, a giornali e reti unificate, negli ultimi due anni, farebbe invidia alla Pravda moscovita degli anni dei Soviet e ai giornali di regime dalla Corea del Nord a Cuba.
Dico qualcosa che tutti sanno. Qualcuno mi dirà che scopra l’acqua calda. Però credo sia opportuno insistere, perché questo è un vero pericolo e un vero vulnus per la democrazia di questo paese.

Trasmissioni totalmente organizzate allo scopo di screditare l’azione di governo e di mettere in risalto il disagio sociale, con una narrazione unidirezionale, con scelta degli ospiti “ad hoc”, con domande ed approfondimenti condizionati dai conduttori. Il tutto al fine di accreditare al governo, o meglio al Premier, la paternità della colpa dei disagi.

Trasmissioni e giornali pieni di lamenti, di gente disperata, di rappresentanti di categorie allo stremo. Tutti misteriosamente scomparsi dal giorno dell’incarico a Draghi. Quest’ultimo presentato già da tempo, dai giornali italiani, come l’unico possibile salvatore della Patria. Incoronato molto tempo prima dell’avvento. Il martellamento mediatico contro Conte è stato impietoso, implacabile e continuo. Repubblica e Stampa, con i loro direttori Molinari e Giannini, hanno spianato la strada a Draghi giustificando tutto con una presunta “incapacità o incompetenza” del Premier e dei suoi ministri. Senza, peraltro, mai dare una spiegazione plausibile del giudizio. Senza spiegare in quali cose, dove e quando, il governo abbia dato prova di incompetenza. E, quello che risulta gravissimo, manipolando la verità ed utilizzando la menzogna. Giannini docet, in occasione della storiaccia dei servizi.
Lo stesso Giannini si è schierato in modo terrificante, per un giornalista degno di questo nome, in prima fila fra gli adoratori del Messia Draghi. Lo ha fatto a prescindere e, in molte occasioni, con un tocco di supina stupidità, inaspettata per un Direttore di un giornale prestigioso. Come quando ha visto “cambi di passo” nel discorso del Premier in Parlamento. “Finalmente un programma serio e non la lista della spesa del Premier precedente”. Dove abbia colto questa differenza, veramente non si capisce. In realtà Draghi ha detto le stesse cose di Conte, ha deciso per una governance delle risorse ancora più accentrata di quella che aveva previsto il predecessore e che fece gridare al golpe lo stesso Giannini. Vedremo fra tre mesi cosa dirà questo servo di Elkann. A latrati grandi corrisponde, quasi sempre, un cane piccolo, diceva mia madre.

Che queste cose capitino in uno dei primi dieci paesi al mondo, è assai preoccupante. La manipolazione dell’informazione, specialmente quella televisiva, colpisce due terzi degli italiani, con riflessi sensibili nelle scelte nel momento del voto. Cosa dovrà accadere ancora per indurre alla protesta, alla denuncia e a quanto possibile allo scopo di fare cessare veramente e definitivamente, questa indecenza?

Giancarlo Selmi. #daltempioètutto

Tag: