La Provincia Bella nelle mani del Partito cattivo

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La Provincia Bella nelle mani del Partito cattivo

da il Resto del Carlino – Pesaro del 22.09.2014

Ormai è definitivo: siamo la peggiore provincia Italiana. Il prode Ricci con la sua gestione (in)oculata e (dis)attenta è riuscito a trasformare la Provincia Felice nella maglia nera delle provincie italiane.
Apprendiamo, infatti, come nel 2013 la Provincia di Pesaro e Urbino abbia sforato il patto di stabilità più di qualunque altra. Questo ci fornisce chiaramente l’immagine di una classe politica inetta e bugiarda.
La situazione drammatica in cui si trova il nostro ente comporterà un sensibile peggioramento degli standard di vita dei cittadini e una stagnazione economica fin troppo facile da prevedere. Un quadro di cui i nostri amministratori erano perfettamente a conoscenza ma che hanno subdolamente nascosto e, addirittura, negato.
Il risultato: un taglio di 2.400.000€ che comporterà una riduzione dei servizi (strade, polizia provinciale, sussidi alle famiglie in difficoltà, formazione per la riqualificazione dei cittadini disoccupati) e l’aumento di tasse e tariffe. A ciò andranno sommati i forti sacrifici richiesti ai dipendenti e ai fornitori che non potranno che avere una ricaduta sul tessuto economico locale.
Ma tanta incapacità va ovviamente premiata e presto ritroveremo Ricci in via Gramsci allegramente ricongiunto ai compagni Seri (sindaco di Fano) e Ucchielli (sindaco di Vallefoglia) nella veste di nuovi consiglieri provinciali vedendo lui, e perché no, nuovo presidente della provincia di Pesaro e Urbino.
La sfrontatezza del PD ha dell’incredibile. Hanno preso in giro i cittadini per mesi, millantando di aver gestito l’ente provinciale come buoni padri di famiglia, atteggiandosi a grandi statisti.
Sì, perché mentre accade tutto questo, voci di corridoio ci dicono che venerdì sera, con una magia orchestrata dal sindaco di Vallefoglia, il Senatore Palmiro Ucchielli, il PD sia riuscito a stravolgere l’accordo fatto sul listone delle provinciali inserendo in lista il suo nome, quello di Ricci e quello di Seri.
Questo atteggiamento sfacciato e privo di decenza fa sì che tutti noi rischiamo di trovarci di nuovo al governo provinciale gli stessi che hanno portato la Provincia nel baratro.
Questo ennesimo affronto ha del grottesco. Come se non bastasse quanto già fatto per infangare la nostra Provincia e renderla lo zimbello d’Italia!

Attendiamo con ansia il responso della Corte dei Conti regionale sullo stato finanziario della nostra provincia con la paura che venga sancito definitamente il default del nostro ente.
La paura è grande perché ciò complicherebbe di molto la già debole economia della nostra provincia e costringerebbe ancora una volta i cittadini a pagare per l’incompetenza degli amministratori.
Inoltre, se l’indiscrezione venisse confermata, sia Ricci che Seri risulterebbero decaduti dalle rispettive cariche di Sindaco di Pesaro e di Fano, costringendo la seconda e la terza città della Marche a tornare alle urne.
Il ché, a ben vedere, potrebbe anche figurarsi come il male minore, dinanzi allo spettro di lasciare i due centri nelle mani di coloro che, in appena 5 anni, hanno mandato a gambe all’aria i conti economici della nostra provincia. Non è una novità che il solo pensiero mi faccia inorridire.
Fossi in loro, avrei già rassegnato le dimissioni e, invece dell’inutile teatrino dei 100 giorni, avrei chiesto scusa ai miei cittadini ritirandomi a vita privata.
Ma si sa, ormai nel PD la saccenza e gli annunci hanno preso il posto dell’umiltà e chi ne paga le conseguenze sono sempre i più deboli.

FONTE: Andrea Cecconi