La pagliacciata contro la Raggi : Un articolo di Tommaso Merlo

diTommaso Merlo :

C’era anche Calenda davanti al Campidoglio a protestare contro il sindaco Raggi. Insieme a lui manciate di forzapidioti e rolexisti capitolini orfani di una poltrona con del tempo da perdere. Non hanno portato le bandiere di Pd e di Forza Italia sia perché ormai si vergognavano, sia per camuffarsi. Hanno lasciato a casa anche le bandiere rosse col Rolex al posto della falce e martello. Una furbata per farsi passare come cittadini romani comuni che in modo spontaneo e disinteressato si sono ribellati al governo della città. Già, come no. Poi però i fessacchiotti si sono fatti i selfie e li hanno twittati e facebookati dimostrando che si è trattata della solita pagliacciata organizzata ad arte. C’erano in piazza perfino i membri delle opposizioni in consiglio comunale. Davvero una pagliacciata. E davvero locale. Eppure giornali come La Repubblica e La Stampa hanno colto l’occasione al volo per spacciare la manifestazione come un evento politico di rilevanza nazionale se non oltre. La Repubblica ci ha dedicato addirittura una diretta tv dal suo sito e articoli che riportano fresche fresche le agguerrite rimostranze dei manifestanti. Chi ha ancora soldi da buttar via a comprare certi giornali potrà leggersi paginate intere di approfondimento domani. Già, paginate. Secondo i giornaloni sarebbe in corso una imponente e spontanea ribellione di cittadini romani che segnerebbe la fine politica dell’era Raggi. Nientepopodimeno. E secondo i giornaloni il degrado della città di Roma sarebbe tutta colpa del sindaco che dovrebbe addirittura dimettersi. Già e nientepopodimeno. I soliti insulti all’intelligenza dei cittadini italiani mezzo stampa. Lo hanno capito anche i sanpietrini che gli unici responsabili del degrado di Roma sono proprio quei manifestanti che hanno devasto e saccheggiato il comune capitolino per decenni. Lo hanno capito anche i sanpietrini che ci vorranno anni ed anni per riparare i loro danni. Anni ed anni. Anche perché avendo svaligiato le casse del comune e lasciato montagne di debiti, la giunta Raggi si è ritrovata senza un euro e con un governo renziano contro. Una sfida ancora più complessa e che richiede ancora più tempo e pazienza. Con la legge speciale per Roma appena varata grazie a Conte, la rinascita di Roma riprenderà più agevolmente. È dura ma il sindaco Raggi non si deve far scoraggiare da certe pagliacciate. Assolutamente no, non deve. Il significato della sua battaglia va ben oltre le mura capitoline. A Roma come in Italia chi ha distrutto il nostro paese oggi è all’opposizione. E a Roma come in Italia invece di nascondersi dalla vergogna e lasciar lavorare in pace chi cerca di riparare i loro danni, fanno di tutto affinché il Movimento 5 Stelle fallisca. Di tutto. Davanti al Campidoglio si sentono le note di “Ricominciamo” ed è esattamente quello che vogliono fare. Vogliono ricominciare. Vogliono ricominciare a comandare, ricominciare a rubare, ricominciare ad ingannare i cittadini. E questo non può e non deve succedere. La vittoria di Virginia Raggi a Roma è stato un gradino fondamentale per la conquista dell’Italia da parte del Movimento 5 Stelle. E loro pensano che facendo saltare il sindaco Raggi potrebbe ricominciare la loro risalita dall’inferno. E questo non può e non deve succedere. Mai. A Roma come in tutta Italia il Movimento ha il sacrosanto diritto di governare e di provarci fino all’ultimo a cambiare le cose. A Roma come in tutta Italia si deve impedire ai responsabili della distruzione del nostro paese di sabotare il cambiamento. La misera pagliacciata di oggi davanti al Campidoglio dimostra che più passa il tempo più forzapidioti e rolexisti sentono la mancanza di una poltrona e fame di potere e prebende. La pagliacciata di oggi deve servire da incitamento al sindaco Raggi come a tutto il Movimento per tener duro e non mollare mai. Mai!

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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FONTE : : Diario di uno scrittore

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Autore: Tommaso Merlo

Sono nato nel giugno del 1973 ed ho una figlia, ho sempre vissuto sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore. Dopo la laurea in Economia a Parma nel 1998 e la specializzazione in Cooperazione Internazionale all’università di Bologna, ho intrapreso la carriera di operatore umanitario. Ho gestito progetti e sedi estere sia per ONG che agenzie ONU in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale ed Est Europa. Nell’ambito delle mie missioni ho lavorato in diversi ambiti, dalla costruzione di pozzi d’acqua in Africa, alla ricostruzione di case nei campi profughi palestinesi in Giordania, all’emergenza post terremoto in Iran, alla costruzione di case nel Donbas nel sud dell’Ucraina, all’organizzazione delle elezioni in Afghanistan, alla riabilitazione delle cooperative agricole nel sud del Libano. Sono fiero di essere tra quelli che ad “aiutarli a casa loro” c’é andato per davvero rischiando anche la vita. Da tutte le mie missioni sono sempre tornato con la convizione di aver più ricevuto che dato, e che l’unica “categoria” che ha senso é quella dell’essere umano.

Dal 2016 mi sono dedicato alla scrittura. Dopo i primi libri “reportage” e svariati articoli, ho virato verso una direzione più artistica scrivendo libri che amo definire “pulp”. Libri ambientati nell’oggi e che affrontano le sfide dell’uomo moderno. Libri di contenuto ma con un sorriso e un approccio positivo alla vita.