La mia intervista su La Stampa di stamani

La mia intervista su La Stampa di stamani.

«Alla fine è andata bene», dice Azzolina appena risponde al telefono. E tira un sospiro di sollievo profondo, di quelli che servono a scaricare la tensione accumulata in «giornate davvero brutte». Può voltare pagina, ora che è arrivata la revoca dell’incarico a Pasquale Vespa, il docente precario assunto come collaboratore dal sottosegretario leghista all’Istruzione, Rossano Sasso, nonostante avesse un procedimento penale aperto proprio per aver insultato e minacciato, sui social, l’ex ministra Azzolina.

▪️Sasso ha difeso il suo collaboratore fino all’ultimo. Dovrebbe dimettersi?
«Lascio la decisione alla coscienza di Sasso. Per me ci sono valori imprescindibili nella scuola, che non si possono affossare. Da circa due anni Sasso e Vespa lavorano insieme, c’era un percorso comune che ha portato a tutto questo».

▪️Il ministro Bianchi le ha telefonato. Ha espresso un giudizio sulla vicenda?
«Mi ha solo comunicato che aveva parlato con Sasso e che avrebbe proceduto con la revoca dell’incarico. È stato molto cortese e lo ringrazio».

▪️Ora si aspetta delle scuse dal sottosegretario leghista?
«Mi colpisce il fatto che Sasso abbia la delega al cyber bullismo. È una questione pesante, se poi decide di assumere al ministero una persona che da due anni mi minaccia e mi insulta sui social».

▪️Dovrebbe rinunciare alla de¬lega al cyber-bullismo?
«Il problema è che, nonostante quella delega, ha deciso di difendere Vespa. Ha detto «non ci facciamo intimidire». Mi sembra assurdo. Loro non si farebbero intimidire da chi le minacce le riceve e le subisce? Vorrei che chiedesse scusa e che ammettesse la gravità della scelta di portare Vespa al Ministero dell’Istruzione. Altrimenti, non credo possa mantenere la delega al cyber-bullismo».

▪️Per ora, dalle parti di Sasso, si registra silenzio…
«Sono stata colpita più che altro dal silenzio da parte dei leghisti. Nessuno ha difeso Sasso, lo hanno abbandonato, mentre io ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà da docenti e dirigenti scolastici, oltre che dal M5S e dal Pd».

▪️Ma nessuno, dal centrodestra, le ha espresso solidarietà. Ci è rimasta male?
«Sì, ci sono rimasta molto male. Io sono sempre uscita in loro difesa. Quando Giorgia Meloni è stata attaccata, le ho dato pubblicamente solidarietà. In Aula, quando la deputata di Forza Italia, Matilde Siracusano, subì attacchi sessisti, intervenni per dire che non doveva accadere, che serviva a fare squadra. Dal centrodestra ho percepito invece un silenzio assoluto su questa vicenda. Si è persa un’occasione».

▪️Dalla Lega ha detto che non si aspettava solidarietà. Perché? Può esistere una questione di sensibilità su certi temi?
«I parlamentari della Lega hanno manifestato con Vespa sotto il Ministero, urlandomi contro, per questo me l’aspettavo. La sensibilità si manifesta a momenti alterni. Se vengono colpite persone vicine alla propria parte ci si muove solidali, altrimenti no. Invece questi devono essere temi che riguardano tutti. E che devono partire dalla scuola».

▪️La scuola ora inizia a riaprire. Il governo è sulla strada giusta?
«Sono molto contenta che i più piccoli tornino a scuola, ma si deve fare un ragionamento anche sui più grandi. Ben venga che si ricominci a parlare della scuola come di una priorità come si faceva con il Conte II e che si ammetta che non è un luogo di contagio. E ben venga se si riesce a far tenere le scuole aperte anche nelle regioni più restie ad ammettere che la scuola è un perno centrale di questo Paese».


Lucia Azzolina