LA MERITOCRAZIA NON È UN LUSSO!

Poche ore fa abbiamo denunciato con i miei colleghi foggiani una situazione incresciosa venutasi a creare al Policlinico Riuniti di Foggia. Da giorni sono subissato di mail e telefonate di amici e non, sull’avviso pubblico che ha portato alla recente nomina del neo direttore della rete del 118 del Policlinico Riuniti di Foggia. Con conseguente rimozione del dott. Colapietro, persona stimata da più persone e famoso a Foggia per aver salvato tante vite. La meritocrazia non può passare in secondo piano a favore di altre logiche, soprattutto quando si tratta di scegliere persone che devono avere a che fare con la vita delle persone. Una regola che dovrebbe sempre prevalere, ma lo deve essere ancor più in questo momento storico. Io non ho nulla contro il dott Stefano Colelli – arrivato primo- che non conosco- ma in un confronto tra il suo curriculum e quello del dottor Vincenzo Colapietro che ho effettuato con carte alla mano, mi pare evidente che ci sia stata una probabile ‘stortura’ nella valutazione dei titoli che hanno poi portato ad assegnare un punteggio inferiore al secondo classificato. A questo punto, senza voler fare dietrologie, chiedo a gran voce spiegazioni al commissario Dattoli affinché renda partecipe tutti del criterio di valutazione adottato nella procedura del concorso che hanno portato ad attribuire a Colapietro un punteggio inferiore di 2.5, pur essendo una persona che gestiva da 18 anni la rete di emergenza del 118 e con alle spalle numerose vite salvate, così come testimoniato anche da numerosi articoli di cronaca di questi anni. Sono spaventato poiché quando la meritocrazia sembrerebbe non primeggiare, a perderci siamo tutti – tanto più che le mail che ricevo denunciano che il vincitore sia persona vicina a certi ambienti della politica- certamente non quella del Movimento Cinque Stelle che agisce con criteri che sono lontani anni luce da queste metodologie. A questo punto invoco l’aiuto anche del Governatore Michele Emiliano su questa vicenda dai tanti lati oscuri. Occorre chiarire. Abbiamo il dovere come rappresentanti del popolo, di non dimenticarci che quando parliamo della rete del 118 stiamo parlando automaticamente della vita dei cittadini e quindi la chiarezza è d’obbligo.

Mario Furore