La lobby del “Congresso Mondiale delle Famiglie”

Di Alberto Giardini:

Il “Congresso Mondiale delle Famiglie” è vitale come l’aria che respiriamo. Questo avranno pensato gli organizzatori dell’evento che si terrà a Verona a fine mese; ma chi ne fa parte? in cosa credono? E’ una lobby e già puzza di marcio, di stampo integralista cristiana, inserita nella lista nera fra i gruppi di odio di genere, con lo slogan sbandierato che “l’unica famiglia riconosciuta è sancita dall’unione di uomo e donna dietro matrimonio”, anti-abortista, anti divorzio, anti unioni civili, contro la donna emancipata, relegandola a esclusivo suppellettile casalingo a salvaguardia di fantomatici valori della famiglia. Ma chi potrebbe mai aderire a una simile parata medievale?

L’evento voluto dal ministro Fontana (sposato con anacronistico rituale tridentino), ha già ricevuto numerose adesioni, sia come relatori che come semplici ospiti: Salvini (divorziato, due figli da donne diverse), Meloni (non sposata, un figlio), già i primi nomi mostrano sintomi di incoerenza, poi una miriade di oltranzisti provenienti un po’ da ovunque.

E’ bene rammentare che il M5S è all’antitesi, lo ricordino le cortigiane della carta stampata, fra un elogio alla Lega e una lusinga al PD. Dicono che “le donne dovrebbero restare a casa a crescere i figli” o che “l’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso è satanismo” o anche che “l’aborto incide sul tumore al seno”, dichiarazioni abominevoli, dove il confronto su temi etici e religiosi è solo accessorio; qui siamo nella sfera della patafisica. Manifestino, siamo in democrazia, motivino le loro teorie; sarà nostra cura criticare aspramente ogni parola, perché il confine fra morale e immorale è opinabile e dettato dal buon senso.

In ogni epoca storica sono proliferati gruppi di nostalgici dell’obsoleto, assetati del tradizionalmente corretto, folcloristici sfigati auto emarginati; non fanno paura. Intanto la sinistra si mobilita, già organizzati cortei, dichiarano “questo congresso non s’ha da fare” a rimarcare la loro supremazia morale e culturale. Peccando seriamente. Osteggiare un ideale, dove la visione di modernità è una chimera, non significa protestare per il gusto di opporsi, ma per dimostrare di non spaventarsi del mondo che cambia, della famiglia che cambia in modo drastico. Nessuno potrà mai ostacolare un mutamento fisiologico e irreversibile. Esiste la convinzione che i diritti umani non sono mai l’esclusiva di pochi; basta questo.