La collera esagerata dei leghisti

di Alberto Giardini:

I sostenitori leghisti, stringono fra i denti una collera esagerata, un rancore che non ha precedenti, nemmeno dopo il caso Siri, i 49 milioni razziati, i diamanti fottuti, la finta laurea del Trota, l’arresto del sindaco di Legnano, la condanna della famiglia Bossi e nemmeno dopo l’insolenza di politici leghisti condannati, ancora nel pieno delle proprie funzioni (e sono tanti, da allarmare il PD per la perdita dello scettro). Stavolta sono incazzati davvero, perché è tortuoso sostenere le ragioni del “capitano” senza precipitare nel ridicolo (non che il ridicolo non l’avessero mai incontrato!). Il “capitano” parla di inciucio fra M5S e PD, denuncia un ribaltone organizzato a priori, rivela un mercimonio di poltrone, urla al tradimento, queste e altre granitiche balle per rimediare alla sua smisurata, paradossale cazzata cosmica di esigere la crisi di governo e di plasmare il proprio declino. Solo ieri il “capitano” sfiorava il cielo con un dito e nutriva la sua ciurma a suon di selfie propagandistici; aveva il potere il “capitano”, un consenso così gonfiato, che il delirio di onnipotenza l’ha inghiottito, non più ministro, non più capitano, non più vocalist ad incitare la platea e invocare santi e madonne; ritorna un uomo piccolissimo tendente a particella quantistica, un invisibile disperato.