La censura di Stato su Virginia Raggi per i Trattati Europei

La censura di Stato su Virginia Raggi per i Trattati Europei, è un atto di imbecillità istituzionale, con nomi e cognomi. Primo responsabile, il cerimoniere di stato nominato da Renzi nel 2014, Gennaro Capozza. Secondo responsabile, Monica Maggioni, Presidente della Rai. La firma dei trattati per l’Italia non è solo l’atto fondativo, ma il momento in cui gli italiani rialzano la testa, dopo un decennio di umiliazioni da paese vinto nella seconda guerra mondiale. Ho ripescato per curiosità la foto più diffusa nel 1957. Seduti come scolaretti i capi di stato. Di fronte a loro spianate le telecamere e al centro della scena sulla destra, in piedi, il sindaco di Roma Umberto Tupini in un solenne discorso, che ricorda in parte quello della Raggi. Il discorso di Tupini fu trasmesso in diretta nazionale dalla Radio, con megafoni per le piazze antistanti, ripreso nel telegiornale della sera, ritrasmesso nei cinegiornali della settimana incom durante il weekend. Una copertura MOSTRUOSA per l’epoca. Si poteva scegliere nel 1957 palazzo Chigi o il Quirinale, eppure si volle la sala consiliare per rappresentare la cittadinanza di fronte ai capi di Stato. Il campidoglio era “il colle più sacro del mondo civile dopo il golgota”, si rievocò la grandezza di Roma. Tupini si rivolse ai capi di Stato in seconda plurale come ad investirli, lui il Cittadino di Roma, in rappresentanza del popolo italiano E NON del governo: “VOI saprete vincere le difficoltà”; “VOI non vi farete condizionare”; “VOI onorerete la vostra firma”. E così ha fatto la Raggi esortando nel suo discorso, rievocando i valori delle origini (“dov’è finita l’europa?”) Più che una ricorrenza, un evento ad altissimo impatto simbolico di rivalsa. E cosa abbiamo ottenuto invece? una censura di stato per ridicole rivalse di comari renziane. Con un grigio premier Gentiloni, in una foto anonima che non si distingue dalle centinaia di altre in decine di incontri internazionali. Renziani falliti, che pur di far dispetto a Raggi taglierebbero gli attributi agli Italiani

Stefano Ragusa