Emma, saltellante di palo in frasca, lascia +Europa

Emma lascia +Europa, “Me ne vado a testa alta, la vostra cupidigia è senza limiti”, la sua invece è contenuta, considerato che vive di politica da 40 anni. Forse si dimette pure da senatrice. Altamente improbabile.

Emma, saltellante di palo in frasca, da destra a sinistra con balzi al centro, antitetica al fior di conio, prerogativa del liberismo vampiresco di voltagabbana.

Il morbo liberista ha travolto l’ex pasionaria, incarnandola caricatura autoreferenziale, l’ha spinta a pretendere il MES, forte dell’appoggio del Gruppo Bilderberg, di Berlusconi, di Renzie, di Monti, dell’amico Soros e del consenso pubblico prossimo allo zero. Emma è adirata, è fuori dai giochi, non se la fila più nessuno, ha cercato mediazioni, niente da fare, nessuna considerazione, nemmeno con Draghi.

Dice di essere nauseata dal trasformismo di palazzo, peccando clamorosamente di parossismo; Travaglio l’ha dipinta come quella che “Ha avuto così tante poltrone che nemmeno Divani & Divani”, geniale! Non è bastata manco Radio Radicale, emittente privata con finanziamento pubblico ma strumento di propaganda, a tenerla in auge.

Pulzella del liberismo sfrenato, delle multinazionali, della privatizzazione selvagge, del neocapitalismo, delle classi alto borghesi e del jet-set radical ricco.

Emma complice della caduta del governo Conte, quando avrebbe potuto riscattare un minimo di dignità se solo l’avesse appoggiato.

Non resta nulla delle sue (giuste) battaglie civili, inghiottite da sterile narcisismo.
Pare ci sia una promozione di divani, chissà che Emma non ne approfitti.


Alberto Giardini