Inaccettabile prepotenza: “Sgancia il dané”

Il giovane Casaleggio, titolare della piattaforma Rousseau, ha spedito una missiva a deputati e senatori M5S in cui dice di volere 450 mila euro.
L’imprenditore lamenta che al momento non siano arrivati tutti i soldi che ogni parlamentare donava in favore della Casaleggio per il funzionamento della piattaforma.

Davide Casaleggio batte cassa con quel piglio ultimativo e ricattatorio: niente soldi, niente piattaforma. Stabilendo come data ultima il 22 aprile.
In tal modo impedisce agli iscritti certificati, aventi diritto di voto, di modificare lo statuto ed eleggere Giuseppe Conte come capo politico.
L’ex premier sta per lanciare un’altra piattaforma e per finanziarla ciascun onorevole dovrà versare una quota mensile minimo di 1.000 euro al Movimento 5 stelle.

Da aprile non ci sarà più alcun versamento a Rousseau. Occorre darsi una nuova struttura per affrontare la sfida delle amministrative e reggere il consolidamento dell’alleanza con il Partito democratico.

Il Movimento si dota di una capacità economica per sostenere direttamente – senza scendere a compromessi con soggetti terzi – la piattaforma tecnologica, la democrazia diretta, la formazione dei portavoce e, in generale, le attività pentastellate.
I soldi che i parlamentari verseranno da aprile in poi serviranno a dotarsi di uno strumento digitale proprio, per la comunicazione, per coinvolgere gli iscritti e per finanziare una segreteria organizzativa.

La titolarità dei dati degli iscritti certificati a Rousseau è del M5S che provvederà a trasferirli sulla nuova piattaforma.
Per dare avvio al neo-Movimento è necessario apportare dei cambiamenti allo statuto. Per intervenire sul regolamento interno è necessaria la consultazione degli iscritti. Giuseppe Conte per assumere la guida del M5S ha bisogno di essere eletto dalla base, ma Rousseau ha sospeso, per poi interrompere definitivamente l’erogazione dei servizi digitali.

Per non sottostare ad una inaccettabile prepotenza e non cedere al ricatto di Davide Casaleggio l’unica strada è il divorzio definitivo con l’associazione Rousseau.

Ciò rallenta il percorso di Giuseppe Conte, ma non lo ferma.

Cittadino con le Ali a 5 stelle