In Sardegna la legge SalvaImprese vale solo per gli amici di Solinas

In Sardegna la legge SalvaImprese vale solo per gli amici di Solinas

In Sardegna la legge SalvaImprese vale solo per gli amici di Solinas e della sua maggioranza.

Ma si può stanziare qualche milione di euro sulla fiducia e senza sapere come verrà speso? Qualsiasi persona di buon senso direbbe di no. Ma, appunto, bisogna essere una persona di buon senso, oppure non avere amici e amici degli amici.

Già, perché in Sardegna la legge Salva-Imprese della Regione ha stanziato 130 milioni per gli aiuti alle imprese penalizzate dalla pandemia dei mesi scorsi, ma tra le pieghe, come hanno denunciato i nostri portavoce in Consiglio regionale, ci sono un bel po’ di quattrini che sono stati stanziati in maniera anomala, privilegiando progetti che non sono neanche sulla carta, a discapito di centinaia di imprese bisognose di aiuti economici che non vedranno un soldo.

Un esempio? Quasi sei milioni di euro, esattamente 5,7, sono stati destinati alla Tursport per la realizzazione di ben 12 eventi sportivi di carattere regionale e nazionale, ma non si sa quali. Come ha candidamente confessato l’assessore al Turismo della Regione Sardegna, sono stati stanziati sulla fiducia.

E poi soldi a pioggia per progetti anche bislacchi. Oppure sei milioni per i produttori di formaggio e pane. Ben vengano, ma gli altri produttori? La Sardegna produce solo formaggi e pane? La maggioranza delle aziende della filiera agroalimentare della Sardegna è rimasta esclusa dai benefici e i nostri emendamenti, che andavano proprio in questa direzione, volti a correggere questa grave mancanza, sono stati tutti bocciati.

Così come sono rimaste escluse (e anche su questo i nostri emendamenti sono stati bocciati), alcune aziende al centro di importanti vertenze sarde come AARS. ex Apa, Porto canale, con gli ammortizzatori sociali in scadenza, e Auchan. Ma alla Hermae Olbia, società di pallavolo del segretario provinciale del partito Sardo D’Azione, molto vicino al governatore Solinas, sono andati 300 mila euro per tre anni: quasi un milione di euro.

Un vero scandalo, soldi regalati agli amici e tante imprese sarde che restano in crisi, senza uno straccio di aiuto.

Questa è una vergogna!