Il via degli Stati Generali

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Il ritorno ad un sistema sanitario nazionale potrebbe sorgere come nuova stella dagli Stati Generali. La pandemia ha offerto alle regioni la loro occasione storica e l’hanno clamorosamente fallita. Con cittadini vittime della malapolitica o dell’ego di qualche governatore. E’ ora che lo stato torni protagonista, nella sanità come nella gestione di autostrade e tutti gli asset strategici che la sbornia neoliberista ha regalato agli appetiti di qualche lobby. Chissà se i parlamentari più pagati al mondo saranno d’accordo o meno. Di contenere il loro arricchimento personale sembra proprio di no. Ad ogni appello girano la faccia dall’altra parte. Una vergogna contro cui si spera gli Stati Generali partoriscano qualcosina. L’Italia è stata vittima della classe politica peggiore e allo stesso tempo più pagata al mondo. Il Movimento ha dato il buon esempio ma in un paese marcio non basta. Lo si è imparato strada facendo. Anche solo per allineare l’Italia alle democrazie più avanzate bisogna sudare sette camicie. Al governo il Movimento può vantare risultati importanti soprattutto considerando le palle al piede con cui ha dovuto cooperare. Ma guai confondere la vittoria di qualche battaglia con quella della guerra. Non si cambia un paese in due anni e c’è ancora moltissimo da fare. A partire dalle stelle non ancora realizzate come quella dell’acqua pubblica, dei conflitti d’interesse o di una vera libertà di stampa. Già, il Movimento sta facendo la storia ma sono i suoi nemici a raccontarla al grande pubblico. Coi risultati che sappiamo. Consensi a picco e l’Italia avvolta da una immensa nume tossica di mala informazione. Ma su questo una mano il Movimento se la potrebbe dare anche da solo dotandosi di una comunicazione finalmente degna dopo che da anni gli attivisti si sgolano invano. Proporsi una rivoluzione culturale quando non riesci nemmeno a far sentire la tua voce è un assurdo paradosso. Nuova comunicazione e nuova organizzazione che salvaguardi i territori e garantisca vitalità e ricambio graduale. Ma senza diventare un partito. Vedremo anche quali nuove stelle emergeranno. La speranza è che siano compatibili con questa esperienza di governo. Se il Movimento perdesse il potere in questa fase rischia di non toccare palla per anni lasciando mano libera al vecchio regime partitocratico ancora molto radicato e determinato a tornare. Il Movimento perderebbe poi l’occasione storica d’indirizzare le vagonate di soldi che stanno giungendo dall’Europa e cioè lo sviluppo del paese in senso sempre più partecipato, ecologico ed equo. Guai se col Recovery Fund fosse prevista qualche altra TAV coi soliti noti a tuffarsi in qualche insulsa mangiatoia. Saranno Stati Generali a distanza e in piena pandemia e si spera che il momento drammatico aiuti i partecipanti a mettere da parte il proprio ego facendo prevalere uno spirito costruttivo e di squadra. Viviamo un periodo intriso d’odio e di diffidenza reciproca che ha colpito anche la comunità del Movimento. Sospetti, malintesi, risse. Divisioni, individualismi, Un punto cruciale. I vecchi partiti sono implosi a furia di egopolitica. Nel Movimento devono rimanere protagoniste le cose da fare e i valori a prescindere dai portavoce del momento. Tutti importanti. Ma nessuno indispensabile. Alla fine a parlare saranno soprattutto facce note al loro ultimo giro di giostra. Si spera vi sarà comunque spazio per intravedere qualche nuova leva e soprattutto idea. Il Movimento ha vissuto la sua fase d’innamoramento per le strade, adesso sta convivendo nei palazzi ma non è ancora tempo che volino i piatti o che addirittura ognuno vada per la sua strada. Non si cambia un paese in due anni e le cose da fare sono ancora moltissime. Per meriti suoi e demeriti altrui, il Movimento ha ancora un enorme potenziale politico e questi Stati Generali sono una grande occasione per rilanciarlo.

Tommaso Merlo



FONTE : Tommaso Merlo