Il treno del Movimento

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Treni come quelli del Movimento passano davvero di rado nella storia di un paese. Farlo deragliare sarebbe un crimine imperdonabile. E’ il treno di cittadini che si sono ritrovati attorno ad un progetto politico. Ma invece di finire in qualche partitino dello zero virgola oppure rilegati perennemente all’opposizione, sono arrivati in pochi anni addirittura nel cuore del potere in una grande democrazia occidentale. Senza soldi, senza stampa al seguito, senza uffici e santi in paradiso. Pacificamente, legittimamente. Comunque la si pensi, si è trattato di un trionfo della democrazia nel senso più puro del termine e cioè di popolo che si fa governo. Forse il termine rivoluzione è esagerato ma il 4 marzo ha segnato un brusco cambio di paradigma nel nostro paese, col potere passato da un vecchio e malconcio regime partitocratico ad un gruppo di sconosciuti cittadini. E comunque la si pensi, si è trattato di un fenomeno politico straordinario soprattutto in un paese come l’Italia perennemente schiacciato dalla cappa conformista di qualche casta e in cui la politica si è sempre frammentata in mille inconcludenti campanilismi. Un’egopolitica corrotta e lacerata da futili rigurgiti ideologici e autolesionistica faziosità. Il Movimento è riuscito a conquistare il potere grazie ad una tempesta perfetta. Deprimenti cumuli di macerie politiche e sociali hanno consentito ad un progetto innovativo di riaccendere la speranza di milioni di cittadini desiderosi di voltare pagina e costruire un paese all’altezza dei tempi e delle loro nuove consapevolezze. Il punto è che più le tempeste sono perfette, più difficilmente si ripetono. Per questo il treno del Movimento va fatto correre il più a lungo possibile. Farlo deragliare o condurlo su un binario morto sarebbe un crimine imperdonabile. Sia per chi è seduto su quel treno sia per i cittadini che lo osservano passare da casa. Un crimine imperdonabile anche perché quegli sconosciuti cittadini sono arrivati al potere con una “lista di cose da fare” di cui alcune molto ambiziose. Ebbene, la cruda cronaca dei fatti dice che gran parte di quella lista è stata realizzata. Cosa non affatto scontata. Guidare una grande democrazia non è uno scherzo. Soprattutto se hai ferocemente contro tutti i reduci del vecchio regime partitocratico. Il Movimento poteva benissimo fallire come del resto prevedevano tutti i benpensanti. Poteva fare la fine dei vecchi partiti e perdersi in anni di vane chiacchiere. Ed invece il modello ha funzionato eccome. E questo nonostante il Movimento non governasse nemmeno da solo e con nel frattempo addirittura una pandemia da gestire. La lista di cose realizzate supera già le più rosee aspettative. Fatti. Non chiacchiere propagandistiche o pseudo ideologiche. Certo, le cose da fare sono ancora molte, ma negare la realtà dei fatti è folle. Come lo è pretendere che un paese cambi con un colpo di bacchetta magica come peraltro han sempre promesso i pifferai magici del passato. Per cambiare l’Italia ci vuole tempo, ci vuole fatica. Il cambiamento è un percorso lento e sfibrante e lo è soprattutto quando hai perso decenni per colpa della malapolitica. Ma la strada intrapresa è indubbiamente quella giusta. Con una politica al servizio dei cittadini e non più di lobby e di caste e di deliri egoistici. Ma c’è di più. Quei cittadini sconosciuti sono entrati nei palazzi al grido di onestà e la cruda cronaca dei fatti dice che non solo non hanno rubato un euro ma hanno anche tagliato costi e poltrone e restituito stipendi e approvato leggi che uno stato in mano ai ladri non approvava mai. Costringendo così i reduci del vecchio regime a darsi perlomeno una calmata. Certo, prima o poi anche il treno del Movimento si dovrà fermare. Perchè si esaurirà la sua spinta politica o perchè qualcuno riuscirà a sabotarlo rendendolo innocuo. Magari rilegandolo a partitino di opposizione come già profetizzavano i benpensanti. Così presunti delusi de noialtri, hocapitotuttisti e traditori di vario rango potranno festeggiare e tornare nelle braccia del vecchio regime partitocratico che li ha umiliati per decenni e non vede l’ora di ricominciare a farlo. Già, prima o poi ci riusciranno a fermare quel maledetto treno. Salvo poi rimpiangerlo quando sarà troppo tardi. Sarà la storia a valutare l’impatto complessivo del 4 marzo sulla repubblica italiana. Di certo due anni sono davvero nulla e la corsa deve proseguire. Treni come quelli del Movimento passano davvero di rado nella storia di un paese. Farlo deragliare sarebbe un crimine davvero imperdonabile.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo