Il Superbonus 110% è anche “Made in Pordenone”.

La Città deve cogliere questa grande opportunità.

Quando il nostro ancora attivista e ingegnere Luca Sut ci parlava di misure di efficientamento energetico e di ristrutturazione che dovessero prevedere detrazioni fiscali superiori più alte e la possibilità di ottenere subito uno sconto in fattura, un po’ ci veniva da ridere. Pensavamo fossero buone idee, ma decisamente utopistiche. 

In quelle riunioni locali del M5S si ragionava su cosa  a Pordenone  si potesse fare per rilanciare l’edilizia, creare posti di lavoro, riqualificare il costruito e farlo nel solco di un modello sostenibile, per portare la nostra società verso il traguardo “impatto zero”. 

Le conclusioni erano sempre le stesse: ‘non c’è soluzione a livello locale che tenga! Serve una misura nazionale, un enorme investimento pubblico per attuare concretamente e rapidamente la transizione energetica. Quindi convertire tutto ciò che oggi consuma partendo dalle nostre case.’

Detto fatto! Quando Luca Sut, divenuto deputato, ci comunicò che stava lavorando al  Superbonus 110% (idea dell’allora sottosegretario Fraccaro), dicendoci che probabilmente sarebbe divenuto realtà, eravamo increduli e entusiasti. 

Grazie anche – e sopratutto – al lavoro di Luca Sut, oggi il Superbonus 110% è la misura che tutti conosciamo. 

Suo è  stato infatti l’emendamento che ha portato l’estensione del Superbonus110% alle seconde case, agli immobili di proprietà di Istituti autonomi case popolari (IACP) e degli enti aventi le stesse finalità sociali, agli edifici delle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, a quelli di organizzazioni non lucrative di utilità sociale che ospitano associazioni di promozione sociale, oltre a società sportive dilettantistiche. 

Sempre del nostro Luca Sut è l’emendamento che ha determinato la proroga del Superbonus fino al 30 giugno 2022 e l’estensione dello stesso al 31 dicembre 2022 per gli edifici che  al giugno di quell’anno abbiano concluso il 60% dei lavori, più la proroga dell’agevolazione fino al 31 dicembre 2022 per le spese sostenute per gli istituti autonomi di case popolari (IACP). E tanto altro ancora. 

Ci saremmo aspettati che l’Amministrazione comunale di Pordenone  cogliesse questa opportunità “made in Pordenone”, senza indugi e soprattutto senza quella faziosità politica che l’ha caratterizzata in questi anni. Specialmente quando si e’ trattato di promuovere iniziative e leggi frutto del lavoro di forze politiche diverse  dallo schieramento di questa Amministrazione. 

Non facciamo l’errore di guardare che casacca indossa il deputato pordenonese Luca Sut, ma facciamo di tutto affinché i pordenonesi possano avere la possibilità di beneficiare del lavoro svolto a Roma dal loro concittadino.  

Se avremmo l’onore di far parte della prossima Amministrazione comunale, lavoreremo senza sosta per mettere i pordenonesi nelle condizioni di cogliere questa storica opportunità. E lo faremo attraverso le seguenti azioni:

* l’apertura di Sportelli informativi, atti ad orientare la cittadinanza circa le pratiche amministrative da espletare per aver accesso agli incentivi;

* promuovendo importanti e costanti interventi di informazione attraverso tutti gli strumenti di comunicazione a disposizione del comune;

* favorendo attività di coordinamento con le associazioni rappresentative del comparto edilizio, finalizzate a stabilire la sinergia necessaria a garantire adeguati livelli di informazione/aggiornamento dei preposti uffici comunali;

* agevolando l’espletamento delle pratiche di sanatoria edilizia preliminari all’accesso agli incentivi, nell’ottica della promozione di una misura utile alla collettività in termini di contenimento delle emissioni, sicurezza sismica, rilancio economico e risparmio per le spese sulle forniture energetiche dei cittadini, ma anche in considerazione della concreta implementazione degli introiti comunali derivanti da queste sanatorie.

Se Pordenone sfrutterà appieno il Superbonus110, avremo una città con edifici e abitazioni più efficienti e più sicure.



Di pordenone5stelle.it:

FONTE : pordenone5stelle.it