Il suo successo clamoroso e’ stato la causa del tradimento a Conte.

Niente di nuovo nel discorso di Draghi oggi al senato ed e’ evidente che il successo clamoroso di Giuseppe Conte e’ stato la causa del tradimento a Conte stesso.

Questa foto risale al 21 luglio scorso. Giuseppe Conte è a Bruxelles, stremato da 92 ore di trattative per far ottenere al suo Paese, a noi, quanto più possibile dal Recovery Fund.

Come quella trattativa sia andata a finire, lo sappiamo tutti.
Da quel vertice Conte torna in Italia con in tasca, per il suo paese, 209 dei 750 miliardi spettanti a tutta l’Unione.
Praticamente un terzo dell’intera torta, solo per noi.
Qualcosa di inimmaginabile. Di mai ottenuto prima.
Da nessuno.

E forse mai Conte avrebbe immaginato che proprio quel successo clamoroso, sarebbe stato la scusa usata dai suoi traditori per mandarlo a casa.
Accusandolo di non saper programmare bene l’uso dei soldi che lui, lui, aveva trovato.
Il tempo, però, anche in politica, è galantuomo.
E a volte lo sono anche le persone.

E quello che oggi in Senato Mario Draghi ha detto a proposito di Conte e del Recovery Fund è la totale sconfessione di tutta la propaganda messa in piedi da Matteo Renzi contro Conte.

“Il precedente Governo – ha detto Draghi – ha già svolto una grande mole di lavoro sul Programma di ripresa e resilienza”.
Ma soprattutto: “Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate del Governo uscente”.
Insomma, il Parlamento potrà intervenire sul Recovery Fund. Ma partendo sempre dal lavoro del governo Conte. Esattamente quel che stava facendo l’ex premier portando la bozza in Parlamento.

Per il resto, a nessuno degli altri pretesti accampati da Renzi per buttare giù Conte, Draghi ha fatto cenno.
Niente sul Mes, niente sui servizi segreti, niente di nuovo e diverso sul piano di vaccinazione (che già ci vede primi in Europa).
Ma a Renzi tutto questo ora va bene, anzi dice che “Ha vinto il Paese”, dimostrando sfacciatamente di aver mentito in questi due mesi agli italiani, e di aver buttato giù Conte con pretesti falsi che nascondevano ben altri obiettivi.
Resta, in tutto questo schifo, il tributo rivolto da Draghi all’ex premier: “Ringrazio il mio predecessore Giuseppe Conte che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall’Unità d’Italia”.
E tanto basti.
Emilio Mola