ASTENSIONISMO: IL SILENZIO ASSORDANTE DELL’ALTRO 50%

Alcuni gioiscono, al contrario a me pare di vedere un film visto e rivisto: un solo vincitore, l’astensionismo e un solo sconfitto, il popolo degli abissi, quel popolo che non crede più che le Istituzioni democratiche servano a qualcosa.

Sono preoccupata, perchè c’è un’Italia da ricostruire e perché c’è un vuoto di rappresentanza che va colmato. Dove non c’è rappresentanza, infatti, c’è paura; dove c’è paura, c’è disillusione; dove c’è disillusione, c’è rabbia e dove c’è rabbia, c’è dolore. Nel dolore si è vulnerabili e facilmente plagiabili dall’idea che la democrazia, l’impegno politico, sociale e civile non serva a niente. Serve, invece! Le grandi sfide che ci aspettano sono ancora lì: il monopolio dei colossi digitali e finanziari, la lotta ai conflitti d’interessi, gli aiuti alle imprese,la fuga dei cervelli e la desertificazione del Sud, i cambiamenti climatici, la difesa della sanità pubblica.

Il cammino è ancora lungo e non sarà il tentativo di rinnovare il bipolarismo in Italia a migliorare la qualità di vita dei cittadini. Credo che le forze politiche, quando la percentuale di votanti è inferiore al 50% degli aventi diritto, dovrebbero fermarsi e fare una riflessione collettiva. Ma il Parlamento, da troppi anni, è solo un ratificatore di decreti legge. E così si va avanti: di emergenza in emergenza! Poi l’emergenza si normalizza e c’è un popolo, quello degli abissi, che non vota, che sente di essere vittima di una profonda ingiustizia e prova a protestare con il suo silenzio assordante.

Rosa Menga