Il rispetto dei due mandati

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Vito Crimi ha dichiarato che il limite dei due mandati dei parlamentari non si tocca. Lui e molti portavoce della prima ora si avviano verso la fine del loro servizio nelle istituzioni. Ad attenderli a casa un paese migliore di quello che hanno lasciato e si spera qualche grazie. Erano questi i patti e il reggente garantisce che verranno rispettati. Del resto il limite dei due mandati è un pilastro portante del Movimento. È quello che differenzia i cittadini prestati alla politica dai politici di professione. È quello che distingue il Movimento dai vecchi partiti. Rimuoverlo significherebbe compromettere l’intero progetto. A livello locale un’eccezione andava fatta per mille motivi, ma non in parlamento. Di perché ce ne sono a bizzeffe. Il limite dei due mandati permette alle “cose da fare” di rimanere protagoniste rispetto a chi le fa, rispetto a chi entra nei palazzi. Proprio il contrario dei vecchi partiti dove i veri protagonisti sono i politicanti di professione e quindi le loro parabole carrieristiche. Con le “cose da fare” da sbandierare giusto in campagna elettorale. Il limite dei due mandati previene poi l’egopolitica perché rende vani i sogni di gloria dei baronetti e delle loro corti. Proprio il contrario dei vecchi partiti la cui storia è fatta di correnti intestine e di scissioni di egometeore partitiche. Politica che si occupa di se stessa invece che delle “cose da fare”. I politicanti di professione hanno come arco temporale la propria carriera e non la legislatura o al massimo due. La loro vera priorità è stare a galla per garantirsi posti al sole. Il limite dei due mandati favorisce anche la trasparenza perché garantisce il ricambio della classe dirigente e quindi previene il formarsi di rapporti opachi. Proprio il contrario dei vecchi partiti in cui i poltronosauri devono le loro giurassiche carriere ad intrecci di connivenze che alla lunga li rendono manipolabili o perfino ricattabili. Perché alla fine dovranno rendere conto delle “cose fatte” a qualche cricca invece che ai cittadini che li hanno eletti. Di perché ce ne sono davvero tanti per il limite dei due mandati. I benefici si vedranno anche agli Stati Generali. I congressi della fu sinistra finivano in guerre tra bande. Quelli della destra in sterili parate davanti al capo supremo. Agli Stati Generali si potrà discutere in maniera disinteressata e lungimirante. Senza miopi egoismi e patetici protagonismi di chi ha in testa la poltrona successiva. Quanto all’esperienza maturata dai portavoce della prima ora, non verrà certo sprecata. Un domani i portavoce uscenti continueranno a sostenere le nuove leve del Movimento da dietro le quinte. Nuovi portavoce porteranno nuovi entusiasmi, nuove sensibilità, nuova linfa politica. Il contrario dei vecchi partiti ostaggio di poltronosauri politicamente esauriti che si trascinano tutto e tutti nei loro tristi tramonti personali. Il limite dei due mandati è un’assoluta novità politica e richiede molta maturità anche agli attivisti che devono rinunciare a portavoce a cui si sono affezionati. Ma una novità democraticamente salutare e dall’impatto potenzialmente molto potente sui milioni di cittadini che hanno creduto nel Movimento e che oggi stanno alla finestra in attesa di essere richiamati alle urne per votare delle nuove “cose da fare”.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo

(Visited 1 times, 1 visits today)