Il Risorgimento. Sono davvero degli eroi o si tratta di una gigantesca bufala?

Se sfogli i libri di storia di una qualsiasi scuola italiana leggi ancora i fantasiosi racconti degli “eroi del risorgimento” e “dell’Unità d’Italia”.

È una storia sbagliata. una sorta di gigantesca bufala da cui dobbiamo liberarci se vogliamo creare le premesse di una società più giusta in futuro.
Non si può continuare ad insegnare alle nuove generazioni la verità scritta dai vincitori ignorando una serie infinita di fatti e documenti.
Posso capire che all’inizio fu fatto per evitare ritorsioni e nuove guerre civili, ma dopo 160 anni credo sia giusto che un Popolo conosca la sua verità di modo da poter continuare a convivere e crescere serenamente. Pensate se gli americani negassero ancora il massacro degli indiani nativi.

Quelli che vengono definiti “eroi del risorgimento” sono probabilmente in gran parte criminali di guerra i cui nomi andrebbero rimossi in fretta dalle nostre città e dalla nostra memoria. L’Unità d’Italia potrebbe essere raccontata come “annessione” o “conquista” da parte di un Regno nei confronti di un altro, con quest’ultimo che ne pagò (e ne continua a pagare) tutte le conseguenze del caso. Ci sono state violenze, saccheggi e spostamenti ingiustificati di ricchezza che non sono riportati nei nostri libri di storia.
I briganti passano alla storia come criminali, ma magari sono stati partigiani che resistevano.

Il revisionismo storico sul risorgimento non è una mia fantasia o una cosa da nostalgici neoborbonici (cosa che io, da siciliano, non sono nel modo più assoluto), ma è qualcosa che abbiamo diritto di conoscere per avere consapevolezza di ciò che ci è stato sottratto e per scrollarci di dosso questo senso di inferiorità nei confronti di una parte di Paese che è nostro debitore.

Se fossi al posto del Ministro dell’istruzione mi impegnerei affinché la vera storia d’Italia sia conoscibile a tutti. Affinché vengano studiati, accanto ai racconti dei vincitori, i testi di critici della prima ora del calibro di Gaetano Salvemini, di Francesco Saverio Nitti o di Antonio Gramsci. Ma anche le tesi documentate dei vari autori del primo e del secondo dopoguerra che parlano apertamente di “colonizzazione”, economica e culturale. Mi impegnerei affinché gli italiani delle generazioni future siano in grado di consultare diverse versioni e si facciano un’idea loro. Liberandosi da quel senso di difetto che purtroppo esiste in molti cittadini del sud.

Ci fate caso di come in tv e alla radio l’accento figo sia sempre quello nordico mentre quelli del sud sono sempre associati ad arretratezza e fatti criminali? Quante volte avete visto meridionali vergognarsi del proprio accento e tentare di camuffarlo? Magari ignorando la gigantesca mole di cultura che quello si porta dietro. Questa si chiama violenza culturale, che è ancora più invasiva di quella economica o finanziaria. Siate orgogliosi del vostro accento e delle vostre origini!

Oggi, ad un incontro degli esponenti di confindustria con gli eurodeputati italiani delle commissioni industria e ambiente, nel mio intervento ho fatto notare come le tante realtà industriali che rappresentavano e le loro richieste erano tutte posizionate in una sola parte del nostro Paese. L’altra dimenticata.
Quando si parla di “made in Italy” si parla di tutelare il “made in Northern Italy”, ma anche questo è dato per scontato e sembra non interessare a nessuno. Anzi quelli del sud applaudono pure.

Conoscere il proprio passato è la base per creare un roseo futuro, non si risolvono i problemi nascondendoli sotto il tappeto e continuando a pensare che l’Italia che produce deve essere quella del nord e quella che consuma, subisce e ringrazia quella del sud.

#OrgogliosamenteTerrone

 

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Pubblicato da Ignazio Corrao su Martedì 10 dicembre 2019

 

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FONTE : Ignazio Corrao

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